I ragazzi riaprono il bar del paese, la 'restanza' di Canistro
"Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via", scriveva Cesare Pavese ne 'La luna e i falò'... e magari poi di tornare, un giorno, a riaprire il bar sulla piazza principale. A Canistro, nella Valle Roveto che dall'Aquilano scende verso Sora, nel Frusinate, di paesi sotto lo stesso nome ce ne sono due: Canistro Inferiore e Canistro Superiore. Nel secondo - circa 170 residenti - un gruppo di giovani ha deciso di far ripartire lo storico Bar Centrale, chiuso da oltre dieci anni. A guidare il progetto è il tenore Aleandro Mariani, presidente della cooperativa di comunità nata nel 2025. I suoi zii avevano aperto il locale nel 1994 e hanno favorito la riapertura. "Ci siamo guardati in faccia tutti quanti e abbiamo deciso di fare qualcosa per non vedere il paese morire", racconta. Negli anni il borgo ha perso il bar, la bottega e il forno. "Non abbiamo neanche una sala pubblica, comunale, dove ci possiamo riunire e vedere".
A Canistro Inferiore ci sono più servizi e collegamenti più agevoli: dalla superstrada si percorrono circa tre chilometri per raggiungerlo, una decina per salire fino al borgo superiore. All'inizio i soci erano sei, ora sono quasi trenta. Molti vivono fuori e tornano per dare una mano. Durante i preparativi, alcune signore si sono presentate con scope e stracci portati da casa, poi hanno offerto un ciambellone caldo. "Noi ci aspettiamo di ricostruire un senso di comunità", dice Mariani.
Sabato c'è stata l'inaugurazione, una festa che fino all'ultimo ha rischiato di essere rimandata per una questione burocratica. Secondo quanto riferito dai promotori, alla vigilia il Comune ha richiesto la presentazione della Scia, che fino a quel momento non sembrava fosse indicata tra gli adempimenti necessari per il subentro nella vecchia attività. I soci hanno predisposto e trasmesso online i tre documenti richiesti. "La festa c'è stata ed è stata bellissima - racconta Mariani -. Tante persone hanno contribuito portando dei dolci e hanno anche raccolto dei fondi per farci un regalo. Quello che fa specie è aver dovuto affrontare questa burocrazia extra e che il sindaco Gianmaria Vitale non si sia neanche fatto vedere". Era presente, invece, il sindaco della vicina Civitella Roveto. Saranno i soci a garantire l'apertura, con prezzi modici e attenzione alle abitudini del paese, comprese le partite a briscola e tressette. La prova sarà soprattutto l'inverno, quando le presenze calano. Tra i progetti ci sono eventi, un servizio di 'home restaurant' e il ritorno del pane fresco ogni mattina. Si guarda anche ai camminatori lungo il percorso del brigante Chiavone, ai quali offrire ristoro e accoglienza.
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