Carburanti, da oggi in vigore il tetto Eni. Ma l’effetto sulla media nazionale dei prezzi è minimo: meno di 1 cent/litro
È in vigore da stamattina alle 8 il tetto ai prezzi dei carburanti annunciato venerdì da Eni, che farà pagare alla pompa un massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 per il diesel. Un’iniziativa che però finora ha avuto un effetto piuttosto ridotto sul costo medio nazionale: secondo i dati resi noti dal ministero delle Imprese, “oggi il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,152 euro al litro per la benzina”, contro i 2,159 di ieri, “e 2,369 euro al litro per il gasolio”, contro i 2,377 di ieri. “Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,214 euro al litro per la benzina”, contro i 2,254 di ieri, “e 2,420 euro al litro per il gasolio”, contro i 2,459 euro di ieri.
A sottolineare il mancato “effetto traino” l’Unione nazionale consumatori: “Nonostante la vasta rete di distribuzione di Eni, l’effetto sulle medie nazionali è stato decisamente ridotto. In autostrada da ieri a oggi il prezzo medio è sceso di 3,9 centesimi per il gasolio, pari a 1,95 euro per un pieno di cinquanta litri, -1,59%, mentre la benzina è diminuita di quattro centesimi, -2 euro a rifornimento, -1,77%. Nelle regioni il calo è stato ancora minore: la flessione è di meno di un centesimo per entrambi i carburanti”, afferma il presidente Massimiliano Dona. “Dovremo aspettare qualche giorno per verificare se il presumibile calo delle vendite delle altre insegne muoverà il mercato e invoglierà anche le altre compagnie a ridurre i prezzi”.
Staffetta Quotidiana, giornale online specializzato nell’energia, segnala inoltre “grande confusione” sui prezzi per l’incastro tra il tetto imposto da Eni, e il rialzo dell’accisa sul gasolio in vigore da sabato: se da un lato benzina e gasolio risultano in calo rispetto a ieri, infatti, il gasolio è in forte aumento rispetto a venerdì. Sabato l’aliquota di accisa sul gasolio è salita di 6,1 centesimi, con un rialzo del prezzo medio rispetto a venerdì di 3,1 centesimi. Ad aumentare la confusione anche l’annuncio, arrivato domenica da parte di Ip, di voler imporre a propria volta un limite ai prezzi a partire da oggi, finora però non ancora tradotto in numeri.
In Sicilia, intanto, il comitato autotrasportatori annuncia uno sciopero di cinque giorni: “Non avendo avuto nessun riscontro da parte del governo nazionale alla nostra richiesta di intervento sul caro carburante e nessuna notizia relativa ai pagamenti del Sea Modal Shift, il Comitato autotrasportatori siciliani ha proclamato il fermo dei trasporti e non movimenterà i propri semirimorchi nei porti della Sicilia a partire delle 00.01 del 16 ottobre per cinque giorni fino alla mezzanotte del 20 ottobre. Rimarremo fermi con i nostri camion nei nostri piazzali fino a quando il governo non ci darà delle risposte”, comunica il coordinatore Salvatore Bella.
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