Ecobonus, a sorpresa c’è il taglio ai tetti di spesa per infissi, condizionatori e tende da sole

Arriva un tetto di spesa unico per l’ecobonus. Che, per i grandi lavori, significa una riduzione delle somme che sarà possibile recuperare e, allo stesso tempo, un’inedita occasione di concorrenza tra tecnologie destinate all’efficientamento energetico: spendendo soldi in una direzione, ci sarà il rischio di non avere più capienza per impiegare le risorse su un’altra famiglia di lavori.
La novità è contenuta nel disegno di legge di Bilancio, che riscrive le regole della detrazione. Il tetto di spesa dell’ecobonus - va premesso - è differente rispetto a quello del bonus ristrutturazioni ordinario: le due agevolazioni non interagiscono e hanno due massimali separati. Questa regola resta invariata.
Che cosa cambia per l’ecobonus
Cambia, invece, la disciplina dell’ecobonus che, finora, è stato basato su un sistema di massimali di spesa (cioè la somma massima spendibile, sulla quale poi calcolare il bonus) molto articolato. Ogni lavoro agevolato oggi ha, infatti, il suo massimale e, peraltro, in qualche caso si tratta di un limite di spesa e in qualche altro caso di un limite di detrazione.
Per fare qualche esempio, con la detrazione al 50%, per gli infissi c’è un limite di spesa di 120mila euro, per le pompe di calore e i sistemi ibridi un limite di 60mila euro, per le schermature solari (come le tende da sole) un limite di 120mila euro, per il solare termico un limite di 120mila euro.
Sono limiti che non dialogano tra loro. Il disegno di legge di Bilancio decide di tirare una riga e cambia radicalmente sistema, operando un riordino di tutti questi limiti.
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