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Sunday, October 11, 2026

Houthi colpiscono di nuovo l’aeroporto di Riad: almeno 12 morti. Raid anche a Sanaa

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IL PUNTO - Attacco Houthi sull'aeroporto di Riad: è strage al Terminal 3, Trump apre all'intervento militare

Un violento boato, allarmi di evacuazione e il caos tra le piste: un raid missilistico attribuito ai ribelli yemeniti Houthi ha colpito al cuore l'aeroporto internazionale King Khalid di Riad, provocando almeno 12 morti e una cinquantina di feriti. L'ordigno, identificato come un missile da fonti diplomatiche interpellate dall'Afp, ha centrato in pieno il Terminal 3 dello scalo della capitale saudita, trasformando l'area dei gate in una scena di panico tra fumo, macerie e pavimenti macchiati di sangue.

Caos nello scalo e soccorsi d'urgenza

I soccorsi sono scattati immediatamente, con un massiccio dispiegamento di ambulanze ed elicotteri mobilitati per trasferire i feriti più gravi all'ospedale King Fahad. L'autorità per l'aviazione civile saudita ha confermato l'accaduto solo dopo diverse ore di silenzio, parlando genericamente di feriti e disponendo la temporanea sospensione di tutti i voli per verificare l'agibilità e la sicurezza delle strutture. Testimoni oculari hanno descritto momenti di puro terrore nell'area partenze: l'impatto si sarebbe verificato in corrispondenza del gate 401, innescando una fuga disordinata di passeggeri e personale mentre le cancellazioni paralizzavano il traffico aereo.

Allarme diplomatico e il cambio di rotta della Casa Bianca

La gravità dell'attacco, che segue un altro raid letale avvenuto giovedì, ha fatto scattare le contromisure delle cancellerie internazionali. La Farnesina ha diffuso un avviso urgente raccomandando ai cittadini italiani di evitare lo scalo e limitare qualsiasi spostamento non essenziale nei paraggi della struttura, allineandosi alle indicazioni già emanate da Paesi come Germania, Spagna e Canada; contestualmente, diverse sedi diplomatiche hanno vietato ai propri funzionari l'utilizzo dell'aeroporto per l'intera settimana entrante.

L'escalation riapre a sorpresa i giochi anche a Washington. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che finora aveva frenato sull'assistenza militare diretta al principe ereditario Mohammed bin Salman per scongiurare l'apertura di un secondo fronte bellico prima delle elezioni di metà mandato, ha cambiato tono: «Prenderemo una decisione», ha dichiarato, aprendo esplicitamente all'eventualità di un intervento al fianco di Riad.

Il fattore economico e il rischio isolamento

I ripetuti lanci di droni e missili contro la capitale e le città meridionali del regno mettono a dura prova la strategia economica saudita. Come evidenziato dal Wall Street Journal, l'offensiva rischia di compromettere il traffico aereo, i viaggi d'affari e il turismo alla vigilia della stagione dei grandi eventi internazionali. A pesare è soprattutto l'incognita sulla Future Investment Initiative, la conferenza economica globale in programma a fine mese a Riad, che rischia ora di fare i conti con pesanti defezioni e timori per la sicurezza di investitori e delegazioni straniere.

Il Pentagono ritocca al rialzo il bilancio delle perdite in Iran: è bufera sul capo della Difesa Pete Hegseth

Cresce la tensione politica a Washington attorno alla gestione del conflitto in Iran. Senza annunci formali né conferenze stampa, il Dipartimento della Difesa statunitense ha aggiornato le tabelle statistiche sul proprio portale ufficiale, rivedendo al rialzo il conteggio delle perdite tra le forze armate americane. Secondo quanto rivelato dal New York Times, il bilancio ufficiale dei militari deceduti è salito da 18 a 21, mentre il numero dei feriti ha raggiunto quota 865, registrando un incremento di 98 unità rispetto alle rilevazioni diffuse ad agosto.

La modifica silenziosa dei registri ha immediatamente innescato la reazione delle opposizioni a Capitol Hill. Gli esponenti del Partito Democratico hanno puntato l'indice contro il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, contestando l'opacità con cui l'amministrazione starebbe gestendo la comunicazione pubblica sul reale impatto umano del conflitto.

I rappresentanti dell'opposizione chiedono chiarimenti urgenti al Pentagono, sollecitando spiegazioni dettagliate sui ritardi nell'aggiornamento dei dati e sulle circostanze in cui sono avvenuti i nuovi decessi e ferimenti, mentre si fa più forte la pressione del Congresso per una maggiore trasparenza sui costi e sull'andamento delle operazioni militari statunitensi nella regione.

L'Iran attacca Washington: «Evocano nemici immaginari per mascherare la vera minaccia»

Duro affondo di Teheran contro la Casa Bianca. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha accusato la leadership statunitense di ricorrere sistematicamente a una «politica della paura» per manipolare l'opinione pubblica interna e distogliere l'attenzione dalle responsabilità del proprio governo.

«Per spaventare il proprio popolo, evocano un nemico immaginario nel cielo per oscurare la vera minaccia sulla terra», ha dichiarato Baghaei, replicando alle recenti prese di posizione giunte da Washington. Secondo il portavoce della diplomazia iraniana, la fonte dell'insicurezza globale non si trova al di fuori dei confini statunitensi: «Il vero pericolo non risiede né oltre i loro confini né nei cieli sopra Los Angeles e San Diego. Risiede in un establishment al potere che ha imposto una guerra illegale al mondo, con conseguenze globali».

Baghaei ha quindi puntato l'indice direttamente contro le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, contestando l'idea che la distruzione di importanti centri urbani come Los Angeles e San Diego possa essere liquidata come «un prezzo molto piccolo da pagare». «Questo è un esempio da manuale della politica della paura», ha concluso il portavoce, «spaventare le persone con una minaccia immaginaria, ritrarre la distruzione delle proprie città come un prezzo accettabile da pagare e deviare la loro attenzione dal vero pericolo».

L’attacco di oggi è il più letale in un Paese arabo del Golfo da febbraio

L’attacco di oggi da parte degli Houthi all’aeroporto di Riad, in cui sono morte almeno 12 persone e altre 50 sono rimaste ferite, è stato il più letale in un Paese arabo del Golfo dall’inizio della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran lo scorso 28 febbraio.

Come scrive il New York Times, l’agenzia saudita per l’aviazione civile ha dichiarato di essere ancora impegnata nella valutazione dei danni e ha annunciato la sospensione temporanea delle operazioni di volo.

Secondo funzionari sauditi citati dal Wall Street Journal, l’attacco ha centrato il Terminal 3 dell’aeroporto internazionale King Khalid, che è stato evacuato. Diverse ambulanze e alcuni elicotteri sono giunti sul posto per trasportare i feriti all’ospedale King Fahad di Riad, secondo quanto riportato da uno dei funzionari citati dal quotidiano statunitense, che ha verificato l’autenticità di un video che mostrava tracce di sangue sul pavimento dell’aeroporto.

“Mi trovavo al gate 403” del terminal voli nazionali, rivela un testimone all’AFP. “Ho visto il gate 401 colpito e persone ferite davanti ai miei occhi. Tutti correvano”.

A seguito di quanto avvenuto oggi, diverse ambasciate occidentali “hanno indicato di avere deciso di vietare al proprio personale di viaggiare da o per l’aeroporto di Riad durante la prossima settimana, come misura precauzionale”, comunica un alto diplomatico all’AFP.

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