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Tuesday, October 13, 2026

“No al neomelodico che si vanta di avere cantato per i boss”: la sindaca di Termini Imerese non autorizza la festa di quartiere

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“No al neomelodico che si vanta di avere cantato per i boss”: la sindaca di Termini Imerese non autorizza la festa di quartiere

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Il cantante neomelodico napoletano Mauro Nardi, che in passato si è vantato di aver partecipato alle feste dei boss di Cosa nostra e dei Casamonica, non si esibirà a Termini Imerese (Palermo). “La scelta ribadisce con chiarezza che la città che amministro ha un’identità fondata sulla legalità, sulla cultura del rispetto e sul rifiuto di ogni ambiguità su temi così importanti. Noi non siamo la Sicilia della Cupola. Siamo la Sicilia di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Peppino Impastato, Rosario Livatino, don Pino Puglisi, Rocco Chinnici e di tutti gli uomini e le donne che hanno sacrificato la propria vita per contrastare la mafia”. La sindaca Maria Terranova (M5s) spiega a ilfattoquotidiano.it la decisione di non rilasciare l’autorizzazione e negare il patrocinio del Comune all’associazione che avrebbe dovuto organizzare la festa di quartiere per San Daniele, il prossimo 17 ottobre, con un concerto in piazza e la presenza tra gli artisti anche di Nardi.

“Quando abbiamo ricevuto la richiesta dell’associazione, con la proposta del programma, abbiamo fatto una verifica, e bastava fare una banale ricerca sul web per trovare le dichiarazioni di Nardi. Intollerabile per quanto mi riguarda, perché l’artista si vantava di aver cantato a feste private alla presenza di esponenti della Cupola di Cosa nostra, e di avere un rapporto di amicizia importante con i Casamonica. Un passaggio che mi ha colpito molto è stato quando il cantate dice: ‘Siamo gli artisti di queste persone’. Non ho esitato neanche un attimo nel decidere di negare l’autorizzazione, una valutazione non solo di opportunità istituzionale ma anche di responsabilità politica, che ci impone di considerare il valore delle iniziative promosse nel nostro territorio, i messaggi e i comportamenti pubblici, legati alle scelte che possono essere ricondotte direttamente o indirettamente al Comune”, aggiunge la sindaca Terranova.

Le frasi su Cosa nostra e Casamonica

La partecipazione alle feste e alle cerimonie con i boss sono state raccontate dallo stesso Nardi nel documentario Le Mani su Roma – Casamonica andato in onda nel 2019 su Nove, in cui si ripercorre la storia e le dinamiche di uno dei clan criminali più celebri e potenti d’Italia. “Quando andavo a cantare a Palermo andavo su questi terrazzi, feste private, lì c’era tutta la Cupola. Totuccio Inzerillo, Stefano Bontate, Totuccio Contorno, Buscetta, a tutti li trovavi, quando arrivavo io e cantavo, quelli impazzivano”, racconta Nardi nel documentario. Poi il riferimento alla famiglia sinti-rom. “Vittorio Casamonica mi ha detto: Mi devi cantare ‘Tu ca nun chiagne’. Io glielo canto – spiega Nardi -. Tutte le canzoni che loro mi chiedono, io cerco sempre di accontentarli, per cui loro vedono che quando vai li, si sentono vicini, non gli dai la distanza, si sentono amici. Solo belle cose posso dire della Famiglia Casamonica”. Infine, il cantante neomelodico esalta le feste e non disdegna di aver preso parte ai ricevimenti: “Casamonica, Spinelli, Bevilacqua di Pescara, Spada, Guarneri, ho fatto tutti gli ‘zingarielli’, non c’è una famiglia dove non sono stato – aggiunge Nardi -. Li tratto con il cuore perché mi pagano e mi coccolano: c’è un rapporto di grande affetto e stima. Anche perché quando arrivo mi fanno mangiare, mi fanno cantare, e poi orologi, anche di 1.200 euro. D’altronde i soldi loro li guadagnano e li spendono anche. E noi siamo i loro artisti”.

A Marsala niente concentro per De Martino

Un caso simile si è verificato nei mesi scorsi a Marsala, dove la sindaca di centrosinistra Andreana Patti, ha negato il Teatro Impero per il concerto del cantante neomelodico palermitano Daniele De Martino, nome d’arte di Antonino Galluzzo, in programma il 24 ottobre. L’artista ha fatto ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Sicilia, ma il 12 ottobre i giudici hanno dato ragione all’amministrazione. “La sentenza ritiene adeguatamente istruito il procedimento e fondata la revoca su una nuova valutazione dell’interesse pubblico”, si legge nella nota del Comune. È stata la sindaca Patti a disporre l’avvio del procedimento amministrativo finalizzato alla revoca, dopo aver “preso atto delle notizie emerse in relazione all’artista e dei precedenti provvedimenti adottati in altre realtà da autorità di pubblica sicurezza in occasione di analoghi eventi”. In precedenza infatti, a De Martino è finito sotto indagine della Guardia di Finanza di Palermo per un’indagine di evasione fiscale, con un maxi-sequestro di beni per un valore di oltre 220.000 euro, tra contanti, gioielli e orologi Rolex. “Marsala – ha spiegato la sindaca Patti nel motivare il diniego – è una città insignita della Medaglia d’oro al Valor civile e profondamente segnata dalla storia della lotta alla mafia. Chi amministra questa comunità ha il dovere di garantire che gli spazi pubblici comunali siano sempre coerenti con i valori della Costituzione, della legalità e del rispetto delle istituzioni”.

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