“In Italia la situazione economica per i pugili è un disastro. Le uscite sono più delle entrate”: parla Mauro Forte, campione europeo
Mauro Forte detiene il titolo di campione europeo silver dei gallo, in passato ha avuto la principale cintura Ebu dei piuma, ma oggi più che di un titolo prestigioso ha l’obiettivo di ottenere finalmente una buona borsa, perché in dieci anni da professionista ad alti livelli ammette di aver avuto più uscite che entrate a livello economico. Tutto questo lo vuole fare, ed è una scelta non convenzionale nel mondo della boxe, con all’angolo la moglie Desirè Galli, la sua allenatrice principale da due anni a questa parte.
Come funziona il vostro equilibrio tra palestra e casa?
Siamo insieme da undici anni e abbiamo due bambini. Ci siamo conosciuti ad Assisi in Nazionale, Desirè da dilettante ha combattuto una sessantina di match. Oggi è la mia allenatrice 24 ore su 24, non posso sgarrare. Capisce subito come sto di testa, se sono nervoso o stanco, adatta la preparazione e si interfaccia con il preparatore atletico. A casa mi segue con la dieta preparata dal nutrizionista, altrimenti io starei sempre a mangiare! Andiamo d’accordo su tutto, non siamo tipi impulsivi e i problemi della palestra non li portiamo mai a casa. Mi fido di lei al cento per cento.
Durante il match andate sempre d’accordo?
Ascolto i consigli di tutti, non si finisce mai di imparare. Ma nei momenti cruciali deve parlare una persona sola e con mia moglie c’è un feeling particolare. Se da sotto il ring vede l’avversario scoperto sul mento e mi chiama il colpo, io lo porto subito. E la stragrande maggioranza delle volte va a segno.
Il mondo della boxe come ha accolto una donna all’angolo del marito?
Sinceramente ascolto poco gli altri, ognuno faccia quello che vuole. L’importante è salire sul ring al 100% fisico e mentale. Comunque non abbiamo mai riscontrato pregiudizi, anzi, ci hanno fatto tutti i complimenti, compresi giudici e arbitri. È una cosa rarissima da vedere anche all’estero.
Nell’ultimo match con Vincenzo Picardi, valevole per l’Ebu Silver dei gallo in occasione dei 110 anni della Federazione Pugilistica Italiana, ha vinto per KO tecnico ma facendo fatica.
Con Picardi ho cercato di gestire il match senza sprecare troppi colpi, sapendo di affrontare un superatleta. A un certo punto mia moglie dall’angolo mi ha detto di accelerare: ho spinto ed è andata bene.
È sceso di due categorie, anche questo è abbastanza insolito.
Sì, ora faccio i gallo. Prima regalavo troppi chili agli avversari, ma il taglio del peso va fatto con criterio, altrimenti sul ring poi soffri.
Lei continua a lavorare nella carrozzeria di famiglia. Come incastra la vita da atleta professionista con il lavoro e la famiglia?
La mattina presto mi alleno, poi vado in officina e faccio le mie otto ore di lavoro, a volte mi alleno di nuovo il pomeriggio. È una fortuna avere l’attività di famiglia, ma il tempo è sempre risicato. Soprattutto voglio dare il massimo del tempo anche ai miei due bambini, che tra l’altro due volte a settimana vengono nella palestra Golden Power alla Magliana, ma abbiamo scelto di non allenarli noi: è giusto che sia un altro maestro a insegnargli la disciplina.
Il suo obiettivo ora è combattere all’estero?
Assolutamente sì, voglio lasciare l’Italia non per allenarmi ma per combattere e prendermi una borsa importante. Paura di andare in Inghilterra? Zero. Andare sul ring a quei livelli ti lascia un bagaglio sportivo e umano incredibile, poi si può vincere o perdere, fa parte dello sport. Ma a 32 anni e con due figli a casa devo guardare anche l’aspetto economico: se devo prendere i pugni, il gioco deve valere la candela.
Perché non ha guadagnato molto in carriera?
In Italia la situazione economica per i pugili è un disastro, ogni incontro è sempre peggio. Tra benzina, macchina, nutrizionista, spesa specifica per le diete, trasferte per trovare gli sparring giusti, i costi sono enormi. Poi sali sul ring, prendi i cazzotti e guadagni il minimo, specie nelle categorie di peso più piccole come la mia. I pugili dovrebbero essere i primi a essere ripagati per i sacrifici che fanno, e invece siamo sempre gli ultimi. In dieci anni di professionismo, e sono stato anche campione europeo, le uscite sono state di più delle entrate.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.