Fabrizio Corona patteggia 90mila euro per bancarotta. Difesa: 'Quasi un miracolo'
Dieci mesi di reclusione convertiti in una pena pecuniaria di 90mila euro per bancarotta. E' quanto ha patteggiato a Milano l''ex agente fotografico Fabrizio Corona, imputato per il fallimento de la Fenice srl, pena conteggiata in continuazione con il crac di un'altra sua società, la Corona's.
Ad accogliere la proposta di patteggiare avanzata dall'ex fotografo, attraverso il suo legale Ivano Chiesa, è stata la terza sezione penale, presieduta da Nicola Clivio. Assolta invece con la formula "il fatto non costituisce reato" la madre di Corona.
"Sono fatti del 2007, Corona è stanco - ha spiegato Chiesa - Se consideriamo l'atteggiamento dei magistrati che, una volta, appena starnutiva lo mettevano sotto processo, questo è un autentico miracolo. Una bancarotta con una pena convertita è un risultato straordinario". Risultato per cui il difensore ha aggiunto: "onore al Tribunale che ha adottato un provvedimento di buon senso".
La vicenda per cui oggi è stato ratificato il patteggiamento riguarda la distrazione dell'appartamento dell'agente fotografico di via De Cristoforis, zona della movida milanese, a due passi da corso Como. A questo proposito Chiesa ha sottolineato: "Sono molto contento perchè questa è una bancarotta che riguarda un immobile che lo Stato si era già preso, con la confisca, per il vecchio procedimento dei soldi nel controsoffitto. E' una cosa paradossale".
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.