"L'America è tornata ed è più forte che mai": Donald Trump all'Assemblea Generale dell'Onu

"L'America è tornata ed è più forte che mai. Il futuro è splendente". Con queste parole Donald Trump si è presentato al Palazzo di Vetro per il suo intervento all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, accompagnato dalla First Lady Melania e dai vertici della sua amministrazione, tra cui il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario al Tesoro Scott Bessent, l'ambasciatore all'ONU Mike Waltz e la capa di gabinetto Susie Wiles.
Un discorso ad ampio raggio, segnato dal consueto stile diretto e assertivo, in cui il presidente ha tracciato il bilancio dei suoi primi due anni di mandato: "Due anni fa il nostro Paese era morto. Ora siamo nell'età dell'oro. Abbiamo agito con decisione per risolvere i problemi del mondo".
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump interviene all'81ª Assemblea generale delle Nazioni Unite presso la sede dell'ONU a New York, il 22 settembre 2026. (afp)
Scontro con l'Iran e rassicurazioni sulle munizioni
L'Iran è stato uno dei temi centrali dell'intervento. Definendolo il "fanatico regime" e i "bulli del Medio Oriente", Trump ha ribadito il suo impegno "incrollabile" nel bloccare le aspirazioni nucleari di Teheran. Durante il discorso, raccogliendo gli applausi dell'aula, ha assicurato che l'Iran non avrà mai l'arma atomica e ha esortato tutti i Paesi a fare fronte comune isolando economicamente il regime.
Trump ha messo sul tavolo un'opzione drammatica ma netta: "Devo decidere se annientare l'Iran o fare un accordo. E se li devo annientare li annienterò rapidamente". Ciononostante, si è detto convinto che Teheran cederà e firmerà un intesa "dopo le elezioni" di medio termine. Inoltre, ha confermato ai suoi consiglieri la disponibilità a incontrare funzionari iraniani a margine dell'ONU se "le condizioni sono giuste", pur precisando che al momento non vi è nulla in programma.
Sui social e dal palco, il presidente ha inoltre risposto con fermezza alle voci sulla carenza di armamenti: "Ai codardi e ai traditori piacerebbe dire che gli Stati Uniti sono a corto di munizioni. Non è vero. Abbiamo più munizioni di quante potremmo mai pensare di utilizzare e le stiamo producendo a ritmi mai visti prima".
Donald Trump all'assemblea ONU, 22 settembre 2026 (Afp)
Russia-Ucraina, Cuba, Venezuela e Groenlandia
Sui conflitti globali, Trump ha mostrato ottimismo riguardo alle trattative tra Mosca e Kiev: "La pace tra Russia e Ucraina si farà prima di quanto si pensi. Entrambe le parti non ne possono più". Riferendo del suo messaggio a Vladimir Putin, ha riassunto l'obiettivo in una frase netta: "Mettere fine alla guerra".
Toni durissimi, invece, sono stati riservati all'emisfero occidentale. Trump ha attaccato frontalmente L'Avana: "Cuba è uno stato fallito e cadrà", provocando la protesta della delegazione cubana, che si è alzata lasciando l'aula. Il presidente ha accusato L'Avana di aver coordinato per decenni reti di sinistra radicale negli USA, incluse organizzazioni come Antifa e i Democratic Socialists of America.
Anche i cartelli della droga sono finiti nel mirino, paragonati all'ISIS: "Sono nemici in guerra contro la civiltà che usano omicidi, stupri e torture". In questo contesto, il presidente ha definito il Messico "l'epicentro della violenza" e ha rivendicato gli attacchi statunitensi contro le navi del narcotraffico in Venezuela, assicurando che gli USA impiegheranno la potenza militare per tutelare gli interessi nazionali.
Sul fronte artico, Trump ha annunciato la firma di uno "straordinario" accordo di sicurezza a tre con Danimarca e Groenlandia. Gli Stati Uniti avvieranno una massiccia presenza militare sull'isola con la costruzione di due importanti basi.
Assemblea generale delle Nazioni Unite, Donal Trumo 22/09/26 (Ansa)
L'attacco alla Corte Penale Internazionale e il no alle tasse globali
Un passaggio particolarmente duro è stato dedicato alla Corte Penale Internazionale (CPI). Definendola un "tribunale illegale" e un'istituzione "fuori controllo e fuorilegge", Trump ha invitato ufficialmente tutti i Paesi membri a ritirarsi immediatamente dall'organismo.
Ribadendo la sovranità nazionale, il presidente ha sancito: "La libertà dopo 250 anni non è qualcosa a cui rinunceremo mai. Non esiste un governo globale e, finché sarò presidente, non ci saranno tasse globali".
Assemblea Onu a New York (afp)
Tecnologia e "Superintelligenza"
Parlando di tecnologia, il presidente ha bollato gli allarmismi sull'IA come una "bufala" e ha garantito che gli USA non soffocheranno la crescita del settore, definendo la rivoluzione tecnologica persino più grande di quella industriale. Ha inoltre annunciato che gli Stati Uniti utilizzeranno d'ora in avanti ufficialmente il termine "Superintelligenza" al posto di "Intelligenza Artificiale".
«CNN, non dovreste essere qui»: Trump arriva all'Assemblea Generale dell'ONU (reuters)
I media e il lancio di “Trump TV”
Prima del suo intervento, Trump non ha risparmiato stoccate ai media. All'arrivo al Palazzo di Vetro ha punzecchiato la rete all news: "È un onore essere all'ONU. Sono sorpreso che la CNN sia qui a coprirmi. Non dovrebbe esserci, aveva detto che non mi avrebbe coperto".
L'episodio si inserisce in un clima di forte tensione con la stampa: la Casa Bianca ha infatti recentemente revocato gli accrediti a giornalisti di CNN, MSNOW e Politico, lanciando contestualmente la "Trump TV". La nuova piattaforma di streaming della presidenza sarà attiva 24 ore su 24 per trasmettere in tempo reale "i migliori video, gli interventi più importanti e i momenti salienti" delle attività dell'amministrazione.
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