Caccia, lo chef stellato De Pra denunciato dai carabinieri: fucili con silenziatori e munizioni oltre il limite. Felicetti (Lav): “Non è ancora tutto lecito”
Cinque-sei fucili con uno o più silenziatori, munizioni oltre il limite consentito. È stato fermato dai carabinieri forestali, durante un controllo notturno, lo chef stellato Riccardo De Pra del ristorante Dolada di Plois, frazione d’Alpago, in provincia di Belluno. Da quanto si apprende, si trovava in una zona di caccia, frequentata da cervi e caprioli. Inizialmente i militari hanno individuato una carabina con un soppressore di suono, così hanno deciso di perquisire l’auto sulla quale viaggiava il cuoco, trovandovi un arsenale. Per questa ragione lo hanno denunciato per porto abusivo di armi, omessa custodia e detenzione illecita di munizionamento.
La legge 157/92, che si occupa di tutela della fauna selvatica e prelievo venatorio, vieta espressamente all’articolo 21 di “usare armi da sparo munite di silenziatore”, prevedendo, come sanzione, l’arresto da tre mesi a un anno o il pagamento di un ammenda fino a 6mila euro. Nel dibattito politico in corso, con la riforma della caccia approvata in Senato e calendarizzata alla Camera a fine novembre, l’uso del silenziatore ha trovato ampio spazio. Fratelli d’Italia, attraverso due emendamenti, ha proposto di consentirlo: nel primo, limitato all’uccisione dei cinghiali; nel secondo, cancellando tout court il divieto. Entrambi i provvedimenti, fortunatamente, sono stati respinti.
De Pra, in un’intervista a Oggi Treviso del 2022, aveva dichiarato pubblicamente di essere un cacciatore. Sul proprio profilo social, c’è una foto che lo ritrae in un bosco con la carabina, fucile a canna rigata adatto per la caccia di ungulati. Fermo restando il principio della presunzione di innocenza – De Pra al momento è indagato – i carabinieri forestali di Belluno e Longarone, da quanto si apprende, hanno esteso le verifiche anche nell’abitazione e nel ristorante dello chef, trovando anche pistole e cartucce oltre le quantità massime consentite. Gli accertamenti avrebbero fatto emergere irregolarità nella modalità di custodia delle armi.
Sulla vicenda è intervenuto il presidente della Lav (Lega antivivisezione) Gianluca Felicetti: “Un plauso alle forze dell’ordine che fanno rispettare la legge. Il messaggio che è stato dato dalla politica, in questi anni, è che quando si parla di attività venatoria tutto è lecito e possibile. Disincentivando, di conseguenza, le attività di carabinieri e forze di polizia. Per fortuna, però, non è ancora così. Al di là del caso di De Pra, se tutto andrà male in Parlamento, e la riforma della caccia passerà, ci troveremo il Far West nelle campagne e nei boschi. Non deve succedere, e faremo in modo che non succeda”.
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