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Sunday, October 4, 2026

Software in tilt e auto inchiodate a 30 km/h: il bug che ferma la Formula 1 sotto la pioggia. Che cosa è successo a Sepang: “Sembrava un kart a noleggio”

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Software in tilt e auto inchiodate a 30 km/h: il bug che ferma la Formula 1 sotto la pioggia. Che cosa è successo a Sepang: “Sembrava un kart a noleggio”

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“Queste F1 mezze elettriche sono come i muratori: se piove non lavorano”. La fulminante battuta del giornalista di punta di Autosprint, Mario Donnini, sintetizza con precisione l’ennesima farsa del regolamento tecnico 2026 della Formula 1 andata in scena in Malesia. Chi pensava di aver visto il peggio nei mesi scorsi, con le auto costrette a rallentare in pieno rettilineo per ricaricare, simulacri di sorpassi dove era sufficiente premere un bottone per sopravanzare l’avversario, svilendo templi storici del motorsport quali Monza o Spa, aveva preso un abbaglio: adesso è arrivata la pioggia a far sprofondare ulteriormente la credibilità di chi nel Circus comanda e stabilisce le regole.

Già nel recente passato si era capito come la F1 era diventata sempre più allergica alla pioggia, rendendo di fatto inutili le gomme full wet, dal momento che quando arrivava il momento di usarle, la gara era già sospesa dalla direzione. Negli anni scorsi la “colpa” era dei diffusori posteriori, che alzavano autentici muri d’acqua, detti anche spray, rendendo impossibile la visibilità a chi seguiva. A Sepang, invece, è toccato al software. Durante il giro di formazione, partito in ritardo per attendere condizioni meteorologiche migliori (anche se su Sepang non si stava certo abbattendo un nubifragio) al fine di montare le intermedie, diverse monoposto, tra cui la Ferrari di Lewis Hamilton, hanno accusato problemi, lamentando una drastica perdita di potenza che le inchiodava a una velocità di 30 chilometri orari. Quello che all’inizio sembrava un imprevisto alle power unit dei singoli costruttori, si è rivelato essere in realtà un bug nel software standard comune a tutte le vetture.

Il responsabile delle monoposto per la FIA, Nikolas Tombazis, ha spiegato che la perdita di potenza è stata causata da un errore nel software. “Ci sono configurazioni speciali nel software per le condizioni di pioggia utilizzate per motivi di sicurezza, per prevenire picchi di potenza. Ma si è verificato un bug, che ha causato un comportamento anomalo ad alcune vetture, le quali, quando andavano a bassissima velocità, non potevano più riaccelerare”. Questo ha causato una reazione a catena di centraline andate in blocco, costringendo la direzione di gara a esporre la bandiera rossa, per permettere l’intervento dei tecnici federali, che hanno dovuto predisporre degli aggiornamenti alle configurazioni e al software, per poi fornirli ai team. Il risultato è l’ennesima figuraccia di un regolamento nato male e pensato peggio, frutto di una elettrificazione forzata della power unit, che di conseguenza ha incrementato la complessità dei sistemi chiamati a gestire l’interazione tra motore termico ed energia elettrica.

Macchine ferme, o quasi, causa pioggia, quasi fossimo al Luna Park. Se si pensa che un tempo la guida sul bagnato rappresentava una delle prove fondamentali per dimostrare il talento in F1, quell’abbondante ora e mezzo di ritardo prima del via della gara, tra timori per la pioggia fitta e cortocircuiti elettronici, non può che generare una profonda mestizia. I piloti non le hanno mandate a dire, partendo dal solito Max Verstappen, da sempre il più critico verso questa Formula Enel: “In fin dei conti è quello che succede con questi motori, mentre con i V8 sicuramente non ci sarebbero questi problemi”. Per Carlos Sainz sotto la pioggia si dovrebbe poter correre senza problemi. “Quanto accaduto non è colpa di oggi, ma di chi ha deciso, quattro o cinque anni fa, che questa fosse la direzione da seguire per la Formula 1. Quando dipendi da troppi software, da un controllo eccessivo da parte della direzione gara per togliere potenza tra bagnato e asciutto e cambiare le mappature, ti può succedere questo”. Esteban Ocon, la cui Haas è stata una delle monoposto colpite dal bug, ha detto di aver dovuto, in pratica, “riavviare Windows per risolvere il problema”. Azzeccato anche il paragone di Sergio Perez: “Sembrava di essere su un kart a noleggio quando finisce il tempo a disposizione”.

Questo però potrebbe anche non essere il fondo toccato dalla FIA, perché quando sembra di aver assistito al peggio del peggio, dietro l’angolo è pronta qualche ulteriore sorpresa, ovviamente in negativo. Il Circus, infatti, è condannato a trascinarsi questo sistema regolamentare almeno fino alla fine del 2029, quindi ci si può solo immaginare quante altre pezze dovranno essere messe ai buchi che, di volta in volta, si presenteranno. Avete presente la fiction di Liberty Media, Drive to Survive? Ecco, avanti così e la gara per sopravvivere sarà quella legata alla pazienza degli appassionati.

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