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Saturday, October 10, 2026

Audi Q7, la prova de Il Fatto.it – Il gigante di lusso formato famiglia – FOTO

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Audi Q7, la prova de Il Fatto.it – Il gigante di lusso formato famiglia – FOTO

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Un’auto capofamiglia. Perché 21 anni fa ha inaugurato la gamma Q per poi raddoppiare e arrivare agli 11 modelli attuali, che hanno messo a soqquadro il mercato dei Suv premium e il mix di vendite di Audi Italia, passato in 10 anni dal 38% al 58%. E perché introduce per la prima volta una configurazione a sei posti. Capofamiglia per la novità dei suoi indicatori di direzione, che proiettano la luce anche sul terreno, e per l’esordio delle portiere che si aprono e si chiudono elettricamente. Se ogni automobile ha un destino, soprattutto commerciale, quello di Audi Q7, terza generazione a 21 anni della nascita, è proprio quello di essere familiare, anche nel senso stretto di Suv al servizio della famiglia. Ma come? Per effetto di una serie di fattori oggettivi e soggettivi.

Intanto le dimensioni e, quindi, lo spazio a bordo. Q7 è cambiata: 5,06 metri di lunghezza (-1,6 centimetri rispetto alla precedente), 2,30 metri di larghezza (oltre 4 cm in più), 1,71 metri di altezza (oltre 7 cm in più), passo di 2,99 metri. Aumentano così i volumi interni, mentre le forme disegnano un veicolo possente e muscolare, ma al tempo stesso armonioso ed elegante. Sul divano centrale, nelle versioni a 5 e 7 posti, ci sono gli attacchi Isofix per tre passeggini in fila.

Il bagagliaio della variante a cinque posti ha una capacità di carico che spazia da 670 a 2.075 litri (da 210 a 1.980 per le altre versioni). I cerchi possono arrivare alla misura monstre di 23 pollici. A spostare una massa di quasi 2,4 tonnellate ci pensa il diesel Tdi 3.0 Mhev plus: 245 Cv e 500 Nm oppure 299 Cv e 630 Nm, con doppia sovralimentazione (turbocompressore più compressore elettrico) abbinato al cambio Tiptronic a otto rapporti. Il sistema mild-hybrid plus a 48 volt ha il suo cuore nel powertrain generator, con batteria dedicata da 1,7 kWh. Nel secondo trimestre del 2027 arriverà la versione ibrida plug-in (che nelle aspettative di Audi dovrebbe coprire il 42% del mix di vendita, contro il 50% del diesel e l’8% della versione a benzina).

Il risultato è un Suv che non corre, ma accompagna, che impara, grazie all’intelligenza artificiale e al machine learnig, e restituisce il senso di sicurezza e di comfort della propria casa, perché qui sulla Q7 la parola abitacolo sta proprio per abitazione. Un ambiente domestico (e di stralusso) arricchito dallo stereo hi-end B&O con gli altoparlanti integrati nei poggiatesta e agli attuatori annegati nelle sedute.

La stretta connessione tra terreno e dinamica del corpo umano, assicurata dalle sospensioni pneumatiche adattive ad altezza variabile di 90 millimetri, asseconda la piacevolezza del viaggiare. Non occorre molto tempo, quando si è alla guida, per abituarsi alle dimensioni e al peso, sentendosi con sicurezza e in sicurezza padroni dell’auto: lo sterzo integrale sembra direttamente impiantato nel cervello, la frenata è pronta, decisa, modulabile, i vari assetti (c’è ovviamente anche la funzione offroad) restituiscono sempre una macchina diversa, che da placida diventa grintosa o risparmiosa o equilibrata tra erogazione, handling e carico volante. Disturba il montante anteriore lato guidatore, massiccio, ingombrante e che in determinati frangenti limita la visibilità. In base al settaggio si percepisce o si limita il rollio. E sulle curve delle foreste casentinesi, fino all’Abbazia di Camaldoli, i trasferimenti di carico si sentono: circostanza inevitabile viste le caratteristiche della Q7, ma che non genera mai allarme o fastidio.

La qualità, infine, paga. E si paga. Sentirsi come a casa propria sull’Audi Q7 costa da 87.150 euro per la versione 245 Cv Business Advanced (89.850 euro per la 299 Cv). Salendo però con la lista degli optional e degli allestimenti, con al top la versione Identity, si possono superare abbondantemente i 100 mila euro. Il prezzo di un monolocale in periferia.

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