Permessi Legge 104, regole su familiari e durata: i chiarimenti dell'Inps

L'Istituto sottolinea che, anche con più familiari autorizzati, i permessi 104 restano limitati a tre giorni mensili complessivi e devono essere fruiti in modo alternato. Il superamento del tetto comporta giornate indebite, recuperate secondo la priorità temporale o, in caso di utilizzo simultaneo, ripartite tra i lavoratori
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Cosa succede se più familiari si alternano nell'assistenza alla stessa persona con disabilità e superano i tre giorni al mese previsti dalla Legge 104, oppure utilizzano il permesso nello stesso momento? A fissare i criteri da seguire è l'Inps con la circolare n. 100 del 18 settembre.
Autorizzazioni multiple
La normativa consente che più familiari siano autorizzati all'assistenza della stessa persona con disabilità. L'eliminazione del principio del "referente unico" non modifica però il tetto mensile: i tre giorni restano complessivi, anche se frazionati in ore, e devono essere ripartiti in modo alternato tra gli aventi diritto. L'Inps richiama quindi la necessità di una pianificazione familiare per evitare sovrapposizioni.
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Superamento del limite: cosa succede
Se nel mese vengono utilizzati più di tre giorni complessivi, le giornate e le ore eccedenti sono considerate indebite. L'Istituto applica il criterio della priorità temporale: riconosce i primi tre giorni fruiti e avvia il recupero nei confronti del lavoratore che ha utilizzato il permesso oltre il limite. Nell'esempio che si legge nella circolare, due lavoratori assistono la stessa persona: il primo usa i permessi il 5 e il 18 marzo; il secondo il 25 e 30 marzo. Il limite viene raggiunto il 25 marzo, quindi la giornata del 30 marzo è indebita.
Permesso nello stesso giorno
Se due familiari utilizzano il permesso nella stessa giornata o nelle stesse ore, si viola il principio dell'alternanza. Non essendo possibile stabilire una priorità, l'indebito viene diviso in parti uguali tra i lavoratori coinvolti, tenendo conto del rispettivo orario di lavoro.
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