Fino a 560 euro in più e nuove tutele, ok al contratto dei medici
Un aumento delle retribuzioni fino a 560 euro al mese, a partire dall'inizio del 2027. Ma non solo. In arrivo anche più tutele sul posto di lavoro contro le aggressioni, permessi per gravi patologie e regole per l'utilizzo dell'Intelligenza artificiale. Con una 'nuova' attenzione sulla parità di genere con l'obiettivo di arrivare ad eliminare le differenze ancora esistenti nelle retribuzioni di uomini e donne.
Sono alcune delle novità contenute nella pre-intesa del nuovo contratto di lavoro 2025-27 dell'Area Sanità, siglata all'Aran (Agenzia Rappresentanza Negoziale Pubbliche Amministrazioni) da tutti i sindacati di categoria e che riguarda circa 138mila dirigenti del Servizio sanitario nazionale: 120mila sono medici e 17mila sono dirigenti sanitari non medici tra i quali veterinari, biologi, chimici, fisici, psicologi, farmacisti e dirigenti professioni sanitarie. In particolare, l'articolo 44 dell'accordo riguarda la "parità di retribuzione fra uomini e donne" e dispone, recependo le prescrizioni del decreto legislativo 96 del 2026, che le aziende e gli enti forniscano alle organizzazioni sindacali le informazioni sul divario retributivo fra i sessi e valutino di concerto con le medesime organizzazioni opportuni correttivi qualora tale divario non sia giustificato. L'articolo 45 indica inoltre il "Monitoraggio delle dinamiche retributive", fissando una prima verifica a luglio 2027.
Soddisfatta la premier Giorgia Meloni: "Continuiamo a investire sulle professionalità del nostro Servizio sanitario nazionale, riconoscendo il lavoro, le competenze e le responsabilità di chi ogni giorno garantisce assistenza e cure ai cittadini". Anche per il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, "la cura dei cittadini comincia dalla cura di chi li assiste". Un Ssn "più forte passa necessariamente dalla capacità di riconoscere professionalità, responsabilità e condizioni di lavoro adeguate", afferma il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato. Si rendono così "maggiormente attrattive le professioni sanitarie", commenta Marco Alparone , presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità. Un'intesa raggiunta inoltre in tempi rapidi, sottolinea il presidente Aran Antonio Naddeo: "Ridurre la distanza tra il periodo contrattuale e la sua effettiva applicazione significa rendere la contrattazione collettiva più tempestiva ed efficace".
Soddisfazione arriva anche dai sindacati confederali Fp Cgil, Cisl medici e Uil Fp, dai sindacati di categoria Anaao Assomed e Cimo Fesmed e dalla Federazione nazionale degli ordini medici (Fnomceo). Sindacati e Fnomceo, però, chiedono anche, all'unisono, che ora risposte concrete siano date dalla legge di Bilancio. "Senza investimenti adeguati sul personale nessuna riforma potrà fermare la fuga dal Servizio sanitario pubblico", sostiene Anaao, ed il presidente Fnomceo Filippo Anelli chiede che "la prossima manovra destini ulteriori risorse alle assunzioni". "Il Governo ha la responsabilità di non vanificare gli effetti dei rinnovi dei Contratti, intervenendo immediatamente sul caro vita e finanziando adeguatamente il Ssn a partire dalla prossima manovra", ammonisce il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini.
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