Nepal, la testimonianza di Valentina: "È stato spazzato via tutto, i nepalesi mi hanno salvata"

“ È stata un'onda di 50 metri, era a due metri da noi. Non c'era via di scampo sennò la montagna. La strada ha sforzato via tutto. Una marea nera inghiotte case, mezzi e persone e continua a correre senza fermarsi. ”
Sono le immagini della valanga che ha colpito il Nepal il 26 agosto, scolpite nella mente della torinese Valentina Piccinini, testimone della catastrofe mentre stava andando in pullman verso un luogo di pellegrinaggio.
“Dal finestrino del bus davanti abbiamo solo visto una nuve enorme marrone. Il driver ha aperto la porta, ha avuto la prontezza di capire che da lì non saremmo scappati in pullman. Quindi ho cominciato ad arrampicarmi sulla montagna e ho raggiunto i primi locals che anche loro stavano scappando su. Motivo per cui dico che a me hanno salvato i nepalesi.”
Dopo la prima notte passata insieme ad altri europei e persone del luogo, sono arrivati i primi soccorsi in elicottero. “Non c'era altro modo se non il cielo per andare via di lì.” Ma ora per Valentina si apre una seconda vita: “Ha senso chiedersi cosa ne faccio io con questa nuova opportunità che mi è stata donata”.
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