Chi compra un’auto elettrica non torna più indietro? I numeri raccontano una storia diversa
Ma è proprio vero che chi compra un’auto elettrica non torna più indietro? A giudicare dai risultati dell’EV Index 2026, non sempre. L’indagine riportata da Automotivenews.com e condotta da Here Technologies e SBD Automotive su oltre 4.000 automobilisti di otto Paesi, tra cui l’Italia, racconta infatti una realtà meno scontata: cresce il numero di proprietari di vetture a batteria che, al momento di cambiare auto, pensa di allontanarsene e guarda con interesse alle motorizzazioni ibride.
Nel 2026 sono il 28%, cinque punti percentuali in più rispetto allo scorso anno, quando si fermavano al 23%. Il che non significa che l’esperienza con l’elettrico sia stata necessariamente negativa, ma che nella vita di ogni giorno possano emergere esigenze difficili da conciliare con la necessità di ricaricare la batteria. Soprattutto quando si affrontano lunghi viaggi o ci si trova in zone dove le colonnine sono poche, non funzionano o sono già occupate. In queste situazioni, poter contare anche su un motore termico è una comodità alla quale non tutti sono disposti a rinunciare.
Naturalmente, la maggioranza di chi guida elettrico sembra intenzionata a proseguire: il 64% degli intervistati dichiara infatti che acquisterebbe ancora un’auto a batteria, anche se le differenze tra i vari Paesi sono piuttosto marcate. Nel Regno Unito la percentuale raggiunge l’87%, in Germania il 78%, mentre in Italia scende al 48%. In sostanza, meno di un proprietario italiano su due afferma di voler ripetere la scelta, anche se questo non significa che tutti gli altri siano pronti a tornare alla benzina o al diesel.
C’è poi un aspetto curioso che emerge dalle risposte: chi ha già acquistato un’elettrica, nella maggior parte dei casi, ha scoperto che usarla è meno complicato di quanto immaginasse. Il 68% considera l’esperienza di ricarica migliore delle aspettative e il 67% dice lo stesso dell’autonomia. Eppure, anche tra chi si trova bene, c’è chi preferirebbe avere maggiore libertà negli spostamenti, senza dover programmare le soste in funzione del pieno di elettroni.
Quando si parla di acquisti, poi, a fare la differenza non sono soltanto le caratteristiche tecniche, se è vero che il 36% degli intervistati indica nel rapporto qualità-prezzo il motivo principale per scegliere un’auto elettrica, mentre il 34% guarda soprattutto ai minori costi di utilizzo. Le ragioni ambientali arrivano soltanto dopo, con il 33%. E non sorprende che circa sette automobilisti su dieci dichiarino di essere più interessati all’elettrico quando aumentano i prezzi dei carburanti.
Lo studio offre anche uno spaccato della fiducia nei confronti dei costruttori: i marchi giapponesi restano quelli che raccolgono maggiore interesse, con il 73% degli intervistati disposto a prenderli in considerazione, seguiti dagli europei al 69%. Più indietro i sudcoreani e gli americani, entrambi al 63%, mentre i cinesi si fermano al 45%.
Per le case automobilistiche sono indicazioni da tenere presenti mentre si decidono gli investimenti dei prossimi anni e in Europa si discute nuovamente del futuro delle motorizzazioni tradizionali. L’elettrico continua a convincere buona parte di chi lo ha scelto, ma la crescita dell’interesse verso le ibride conferma che il passaggio da una tecnologia all’altra è essere meno lineare del previsto. E che, per molti automobilisti, la possibilità di scegliere resta ancora un elemento decisivo.
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