Quegli adulatori di re Donald. Ottimisti e smemorati | il commento
Smemorati, ottimisti come sempre, irriconoscibili. Gli adulatori di Trump, quel plotone di giornalisti, commentatori, politici e imprenditori, ricordano a stento quel che hanno detto e scritto. Anzi, per fortuna, molti di loro nemmeno hanno mai annotato ciò che è stato Donald J. Trump per gli Usa. Rilevano, con l’energia creativa di chi ne sa uno più del diavolo, che Trump lascia al mondo, diversamente da come ci era parso, un’America sana, forte, aperta al dissenso, impegnata a sbaraccare lui medesimo correndo ai seggi elettorali e dando prova della più ampia capacità degli Usa di confermare la propria fede nella democrazia. Dunque un po’ dovremmo essere grati a Trump se questa prova elettorale è stata cosi appassionata e cosi sorprendentemente lontana dagli auspici dello stesso tycoon.
Gli adulatori, smemorati o meno, ex o in congedo forzato, hanno dimenticato, non hanno visto, non hanno raccontato l’America dei poliziotti dell’Ice, pistola in pugno e ricorso alla fisiognomica per intercettare in strada l’immigrato clandestino e rispedirlo, grazie alla remigration, al proprio Paese. Tutto dimenticato, chissà se perdonato! E le decine di sentenze con cui i giudici contestavano le misure trumpiane, le centinaia di denunce di attori, uomini di cultura, magistrati e premi nobel a contrastare con la forza delle proprie idee i soprusi dell’era trumpiana, la convinzione che l’America fosse senza legge, in mano a un gruppo di super ricchi, oltraggiata dal presidente, teorico di un nuovo codice morale. Del resto la sagacia di Trump e la sua tolleranza sono state confermate persino qualche ora fa quando, intervistato da Fox News, la sua rete di riferimento, sui risultati elettorali ha comunicato al giornalista che gli poneva domande: “Anche tu fino a poco tempo fa mi baciavi il culo”. Chissà se al di qua dell’oceano era all’ascolto qualche adulatore, oggi ex.
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