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Saturday, September 19, 2026

La prof accoltellata a Roma: “Voglio bene al 13enne che mi ha colpito, mi spiace per lui”. A salvarla uno studente del Congo: “Ma io resto a favore della remigrazione”

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La prof accoltellata a Roma: “Voglio bene al 13enne che mi ha colpito, mi spiace per lui”. A salvarla uno studente del Congo: “Ma io resto a favore della remigrazione”

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“Ho avuto paura di morire. Lui mi accoltellava e stava in silenzio”. Isabella Marsilio, la professoressa della scuola media Giovanni Verga di Roma accoltellata venerdì mattina da uno studente di 13 anni, racconta l’aggressione in un’intervista telefonica esclusiva trasmessa da “Dentro la notizia”, il programma di Gianluigi Nuzzi su Canale 5. La docente ricostruisce l’inizo della mattinata. “Alle 9 io ero in classe e lui era assente, tant’è che avevo addirittura già fatto l’appello e avevo messo l’assenza a questo ragazzo”. “E intanto ho parlato con un’altra ragazza che aveva avuto il debito anche lei”. Poi l’ingresso improvviso dello studente. “E mentre parlavo con questa ragazza, che cosa succede? Sento aprire la porta e vedo lui con un caschetto da ciclista e un occhiale con al centro una telecamera“. Un arrivo che, secondo la docente, non lasciava presagire ciò che sarebbe accaduto: “Mai al mondo mi sarei aspettata che mi stesse venendo vicino per pugnalarmi”.

Il ragazzo, racconta Marsilio che è stata dimessa, impugnava un’arma da taglio: “Aveva un pugnale di almeno un palmo e mezzo, tra l’altro seghettato. Una cosa terribile”. Quindi le coltellate: “E mi ha colpito tre volte all’altezza dell’ascella sinistra”. “Ma lì ci ha messo la mano Dio”. Tra gli elementi rimasti maggiormente impressi alla professoressa c’è lo sguardo del giovane. “Perché quando ho guardato il ragazzo negli occhi, aveva gli occhi gelidi, freddi, senza anima”. E ancora: “Occhi proprio di qualcuno che ha pianificato un’azione scientemente, lucidamente e che la stava portando a termine”.

Nonostante l’aggressione, Marsilio dice di non avere paura di tornare in classe e di continuare a insegnare. “No, le posso dire una cosa, non ho paura per niente”. La docente manifesta inoltre la disponibilità a incontrare il tredicenne per cercare di capire le ragioni della sua rabbia: “Anzi, le dirò di più, che sarei anche disposta a incontrarlo, per farmi spiegare tutto quest’odio, questa rabbia verso di me, da che cosa deriva”.

Un atteggiamento che emerge anche nelle parole pronunciate dalla professoressa nell’intervista a Repubblica.it. “Gli voglio bene e mi dispiace enormemente di aver compreso adesso quanto forte e profondo fosse il suo malessere. Mi dispiace tantissimo se lui ha scambiato i miei insegnamenti per accuse o punizioni”. “Anche se non l’ho mai punito. Ha covato una grande rabbia dentro di sé nei miei confronti, provo un grandissimo dispiacere per il suo malessere”, ha aggiunto Marsilio, dicendo di volerlo incontrare “per abbracciarlo”. Alla domanda sul perdono, la risposta della docente è netta: “Assolutamente, l’ho già perdonato”.

E l’altro studente, quello che è intervenuto per salvarla? E’ un ragazzo la cui famiglia è originaria del Congo e sul profilo Facebook della prof si susseguono meme di sapore fascista e slogan contro gli immigrati sotto una foto profilo in cui campeggia il volto di Giorgio Almirante, storico leader del Movimento Sociale. Si sente a disagio adesso?, le domanda una cronista di Repubblica. “Non c’è nulla di incongruente tra un’idea che esprimo sui social e applaudire a un ragazzino che mi ha salvata. Le mie idee non cambiano”. Quindi la pensa sempre allo stesso modo sulla remigrazione?, domanda la giornalista. “Certo. Il mio studente del Congo ha tutti i diritti per stare qui e gli dovrebbero dare una medaglia. Diverso è per chi viene qui e delinque”. E se a salvarla fosse stato un ragazzino irregolare? “Se non fosse stato regolare non sarebbe stato un mio alunno”, la replica della docente.

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