Migranti, crescono i rimpatri: +34% nei primi sei mesi

I numeri del ministero dell’Interno: gli sbarchi sono dimezzati rispetto al primo semestre 2025
I punti chiave
- Il dossier
- Sbarchi dimezzati
- Aumentano i rimpatri
- Più rimpatri volontari
- Rifugiati: solo il 5% delle domande accettate
- Meno reati
- Manifestazioni: il 2,4% critiche
Sbarchi dimezzati e rimpatri in aumento. Nell’estate segnata dalla crisi di Ceuta, con lo spettro di una nuova ondata di migranti nell’exclave spagnola in Africa, il Governo può far valere la propria politica riassunta dalla premier Giorgia Meloni nella triade «difesa dei confini, sicurezza, rispetto delle regole».
Il dossier
I numeri relativi ai primi sei mesi dell’anno arrivano dal dossier del Viminale, diffuso come da tradizione il 15 agosto, dal quale emerge anche un calo generalizzato dei cosiddetti reati ad allarme sociale. Tra cui i femminicidi che sono stati 34 (-37% rispetto allo stesso periodo del 2025).
Sbarchi dimezzati
Nel 2026 «sono sbarcate circa 17mila persone, cioè a dire meno di un quarto di quelle giunte a Ceuta in due giorni» ha sottolineato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi durante l’audizione di giovedì in Commissione Schengen con un riferimento alla faglia diplomatica aperta tra Roma e Madrid non ancora ricomposta. Nel rapporto del Viminale il conteggio degli arrivi via mare si ferma allo scorso 30 giugno: i 14.388 sbarchi di migranti corrispondono al 52,1% in meno rispetto ai 30mila del primo semestre 2025 (l’anno si era chiuso con 66.316 arrivi complessivi, in linea con il 2024).
Aumentano i rimpatri
Dietro un fenomeno in netto calo c’è la collaborazione con Libia e Tunisia: 20.157 partenze bloccate nel primo semestre 2026, ricorda il ministero dell’Interno, che portano il conteggio totale dal 2023 a 275.463 approdi irregolari evitati.
Parallelamente sono cresciuti i rimpatri che in sei mesi hanno toccato quota 4.432, un terzo in più (34,3%) dello stesso periodo dello scorso anno. Quelli per espulsione restano la gran parte (3.825, +28,5%) ma a crescere sono soprattutto i rimpatri volontari assisti passati dai 324 di metà 2025 ai 607 dello stesso periodo del 2026, con un balzo dell’87,3%.
Più rimpatri volontari
Il Governo punta molto sul programma (definito dalla premier “remigrazione”) che è in forte crescita: nel 2024 i rimpatri non coatti erano stati appena 290. Lo strumento è stato al centro di una violenta polemica politica quando in primavera il centrodestra aveva previsto nel decreto sicurezza un contributo di 615 euro per gli avvocati (attraverso il Consiglio nazionale forense) per l’assistenza alle pratiche di rimpatrio e il rientro effettivo. Punto poi corretto dall’Esecutivo con un decreto.
Rifugiati: solo il 5% delle domande accettate
A completare il quadro migratorio c’è infine la protezione internazionale, elemento di frizione in questi giorni con la Germania per la gestione dei “dublinanti”: aumentano le domande esaminate (+47%), mentre la percentuale di dinieghi resta invariata (68%). Nei primi 180 giorni dell’anno a ottenere lo status di rifugiato sono state 3.546 persone (5% del totale). Sul fronte del terrorismo il Viminale è finora ricorso a 38 espulsioni di soggetti pericolosi per la sicurezza dello Stato contro i 21 casi del primo semestre 2025.
Meno reati
La delittuosità (1,068 milioni di reati) risulta complessivamente in calo (-10%) con una discesa per omicidi volontari (-15,3%), rapine (-12,3%) e furti (-11,4%). Al capitolo della violenza di genere si registra -37% per numero di vittime di sesso femminile, mentre salgono gli ammonimenti del questore per violenza domestica (24,1%) a fronte di un calo per stalking (-12,3%).
Manifestazioni: il 2,4% critiche
Altro tema delicato dopo la guerriglia degli incappucciati nel cantiere Tav a Chiomonte del 25 luglio restano le manifestazioni: più di settemila gestite dal 1° gennaio al 30 giugno e 2,4% con criticità e feriti tra le forze di polizia. Voce in aumento per le manifestazioni di piazza (136 agenti feriti, +61,9%) ma in calo per quelle sportive (45 agenti feriti, -35,7%). I controlli nelle stazioni ferroviarie, infine, hanno portato a un’impennata nel sequestro di droga: 17,18 tonnellate (+180%).
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