Incidente FlyDubai, Netanyahu evoca l’attentato e festeggia gli “eroi israeliani”. L’opposizione attacca: “Come il 7 ottobre, fa politica spicciola a spese della sicurezza”
L’incidente del volo FZ1073 di FlyDubai piomba nella politica israeliana alla vigilia delle elezioni del 27 ottobre. Mentre l’aereo con oltre 170 passeggeri, in gran parte israeliani, veniva fatto atterrare d’emergenza a Tabuk, in Arabia Saudita, Benjamin Netanyahu convocava una riunione del gabinetto di sicurezza con i funzionari militari e le autorità aeronautiche e annullava tutti gli impegni previsti. Poco dopo il primo ministro ha alzato il livello della lettura dell’accaduto. In un video pubblicato su X ha riferito di aver parlato con uno dei passeggeri e ha detto che uno dei piloti aveva accoltellato l’altro e che “apparentemente, ha cercato di far precipitare l’aereo con tutti a bordo“. “Rendo omaggio a questi eroi, che hanno dimostrato un’eccezionale prontezza d’ingegno e coraggio. Hanno salvato molte vite”, ha aggiunto il premier. Che in un filmato successivo si mostra all’aeroporto “Ben Gurion” di Tel Aviv mentre abbraccia e festeggia con trasporto il cittadino israeliano che aveva disarmato il pilota omanita.
La gestione dell’emergenza si è così intrecciata con le parole pronunciate dal premier appena la sera precedente. Da una base dell’Aeronautica israeliana, Netanyahu aveva detto di avere indicazioni secondo cui i nemici di Israele avrebbero potuto tentare un attacco prima delle elezioni. Dopo quelle dichiarazioni, il leader dell’opposizione Yair Lapid aveva chiesto un briefing urgente con il premier. L’incontro si era svolto nella notte ed è proprio su quel passaggio che si è acceso lo scontro politico. “Chiarisco che nulla che assomigli anche lontanamente all’incidente aereo di questa mattina è emerso nell’aggiornamento sulla sicurezza con il primo ministro ieri sera. Niente di simile, nulla che lo ricordasse, neppure per un accenno”, ha scritto su X il leader del partito Yesh Atid. Per poi rincarare la dose commentando gli esponenti della maggioranza che presentavano l’incidente come una conferma dell’allarme lanciato da Netanyahu: “Tutta la messinscena che i portavoce stanno facendo adesso dimostra soltanto quello che era già chiaro ieri: stanno ancora una volta cercando di fare politica spicciola sulla sicurezza di Israele. Una banda di irresponsabili”.
Poco dopo, Lapid ha accusato il governo di tentare di “agganciarsi all’eroismo degli israeliani che hanno impedito una catastrofe che lui, ancora una volta, non era preparato a gestire”. Sulla stessa linea Yair Golan: “Come il 7 ottobre, esattamente tre anni fa, anche qui – persona per persona, responsabilità e solidarietà umana hanno salvato vite e impedito una grave catastrofe”, ha detto il leader dei Democratici. Subito dopo Golan ha aggiunto: “E allo stesso tempo, disprezzo i tentativi spregevoli del governo del ‘Hamas è un bene’ di fare politica spicciola sulla sicurezza a spese dell’eroismo“.
Sul fronte della maggioranza, le reazioni hanno seguito una direzione opposta. “Lo Stato di Israele deve considerare l’intenzione e non i risultati», ha commentato l ministro delle Finanze, l’estremista di destra Bezalel Smotrich. “Chiunque abbia tentato di abbattere un aereo e uccidere 180 israeliani deve pagare come se avesse commesso un omicidio. Lui e qualsiasi Paese o organizzazione terroristica che lo abbia mandato”, ha aggiunto il leader del Partito Nazionale Religioso – Sionismo Religioso. Anche il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir ha collegato l’episodio alla dottrina di sicurezza del governo. Ha ringraziato i passeggeri israeliani per il loro intervento e ha scritto che «la dottrina di sicurezza di Israele deve essere portata al livello successivo”. Secondo Ben-Gvir, quanto accaduto dimostrerebbe ancora una volta la necessità di proseguire la campagna militare contro i nemici di Israele: “Il terrorismo è un male con cui non si può raggiungere alcun accordo se non sconfiggendolo e cancellandolo dalla faccia della terra“.
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