Fifa: la sfida ad Infantino, Ramon Vega è pronto per la presidenza

“Ricucire la famiglia del calcio mondiale” è lo slogan di Ramon Vega per concorrere alla presidenza della Fifa, uno slogan sì ma anche una dichiarazione d'intenti, un programma.
Ramon Vega, 55 anni, i tifosi con qualche capello grigio lo ricorderanno nel nostro campionato, in Serie A, infatti da difensore militò nel Cagliari, ora ha annunciato l'intenzione di candidarsi alle elezioni per la presidenza della Fifa in programma l'anno prossimo.
E' il primo a sfidare il presidente uscente, Gianni Infantino. Ex nazionale svizzero, dal suo ritiro dal calcio giocato, avvenuto nel 2004, Vega lavora nel settore finanziario. "Mi candido per riunire la famiglia del calcio mondiale, attuare riforme autentiche e durature, modernizzare la Fifa per il XXI secolo, ripristinare stabilità e credibilità e ricostruire la fiducia di cui il nostro sport ha urgente bisogno", ha dichiarato.
C'è da dire che nel 2015 aveva già fatto un tentativo per “scalare” la Fifa in seguito alla sospensione dell'ex presidente Sepp Blatter. Quattro anni più tardi poi aveva annunciato la volontà di sfidare Infantino, ma non riuscì a ottenere il sostegno necessario per essere inserito nella lista dei candidati, non avendo raggiunto la quota richiesta di cinque federazioni affiliate su un totale di 211.
Gianni Infantino (Ansa)
Elezioni in programma il 18 marzo 2027 a Rabat, dove l'attuale presidente Gianni Infantino punta alla rielezione. Vega ha un legame con il calcio italiano: nella stagione 1996-97 ha vestito la maglia del Cagliari in Serie A, prima di trasferirsi al Tottenham. "Non è una questione di ciò che la presidenza della Fifa può dare a me. Si tratta di ciò che posso restituire al calcio", ha dichiarato l'ex difensore alla testata svizzera Kelin Report.
Un programma che mette al centro quelle che definisce "riforme fondamentali". Tra le priorità indicate ci sono maggiore trasparenza, più responsabilità e controlli indipendenti sull'operato della Fifa. Vega vuole inoltre ridimensionare il potere del presidente e garantire maggiore partecipazione a giocatori, club, leghe e federazioni nelle decisioni strategiche.
"Mi candido perché la mia vita mi ha preparato a servire questo sport - ha affermato Vega in una nota - Il calcio non appartiene a presidenti, confederazioni o dirigenti. Il calcio è lo sport della gente e appartiene a tutti: giocatori, allenatori, arbitri, tifosi, volontari, club, leghe, associazioni e comunità". “L'attuale dirigenza ha demoralizzato il mondo del calcio - aggiunge -. ”Una governance debole ha compromesso la credibilità della Fifa e incrinato la fiducia all'interno della famiglia calcistica globale. Dobbiamo impedire che questo conflitto degeneri. Non si deve mai permettere che lotte di potere tra i vertici danneggino coloro che contano di più: giocatori, allenatori, arbitri e tifosi di tutto il mondo.
Loro non sono responsabili di questi conflitti. Meritano di meglio. Il calcio è in rianimazione, attaccato alle macchine per la sopravvivenza".
Infantino ha uno sfidante, il primo, non sarà l'ultimo. Staremo a vedere.
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