Che cos'è la "sindrome della bandelletta", l'infortunio al ginocchio che ferma Sinner

Jannik Sinner ha comunicato che per curarsi e risolvere il problema al ginocchio dovrà stare fermo fino a fine stagione, saltando anche le ATP Finals. In un post su Instagram l'azzurro annuncia che tornerà direttamente l'anno prossimo.
Malgrado non ci sia alcuna conferma ufficiale, sembra sempre più attendibile l'indiscrezione secondo cui il problema che affligge il talento di San Candido da oltre tre mesi sia la sindrome della bandelletta ileotibiale, volgarmente conosciuta come "ginocchio del corridore". La bandelletta ileotibiale è una robusta fascia di tessuto connettivo (una sorta di “nastro” tendineo) che parte dall’anca, percorre il lato esterno della coscia e si inserisce poco sotto il ginocchio, contribuendo alla stabilità dell’arto durante il movimento. Nella sindrome, questa struttura si irrita e si infiamma perché, durante la flessione-estensione ripetuta del ginocchio, scorre con attrito (e in parte si comprime) contro la prominenza ossea esterna del femore (epicondilo laterale).
Il risultato è una tendinopatia extra-articolare: il dolore nasce fuori dall’articolazione, è spesso acuto e può comparire e scomparire a seconda del carico.
Per capire meglio cosa sta succedendo al n.1 al mondo, il dottor Daniele Mazza, specialista in Ortopedia e Traumatologia, medico della Nazionale Under 21 di calcio maschile e rinomato specialista in ortopedia e traumatologia dello sport dice la sua, sulle modalità con cui si manifesta la patologia, l'ortopedico illustra: "Il sintomo tipico è un dolore ben localizzato sulla parte esterna del ginocchio. Può comparire dopo un certo tempo di attività, aumentare con la ripetizione dei movimenti e attenuarsi riducendo il carico. In alcuni casi la zona è dolente alla pressione e il fastidio diventa abbastanza intenso da costringere a interrompere l'allenamento. Non è un problema esclusivo dei corridori: può comparire anche in altri sport che richiedono movimenti ripetuti e carichi elevati sugli arti inferiori".
La cura
Il percorso è basato su tre passaggi chiave:
- Modificare temporaneamente i carichi che provocano dolore.
- Impostare una fisioterapia attiva, con rinforzo dei muscoli dell'anca e dell'arto inferiore e lavoro sul controllo del movimento.
- Riprendere gradualmente i gesti sportivi, osservando la risposta dei sintomi durante l'attività e nelle ore successive.
Riguardo ad un eventuale intervento chirurgico e alle tempistiche generali per gli atleti, il dottor Mazza precisa: "La chirurgia viene presa in considerazione soltanto in casi selezionati, quando un percorso conservativo adeguato non ha dato risultati. La durata del recupero varia: dipende dai sintomi, dai carichi richiesti e dalla risposta alla riabilitazione, quindi non è possibile dedurla dalle notizie sul caso di un singolo atleta. In genere si parla comunque di tempi di recupero di circa sei mesi".
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.