“Intelligenza superiore, estrema o suprema”, Trump annuncia una nuova task force per l’Ai. E propone di rinominarla
Donald Trump annuncia la creazione di una nuova task force dedicata all’intelligenza artificiale, proprio come aveva fatto nel 2019 con la US Space Force, forza armata responsabile per tutte le operazioni spaziali. Sarà guidata da “uno zar”, che sarà annunciato a breve. In generale, il tycoon ha sostenuto con grande entusiasmo le potenzialità di questa filiera: “Non ostacoleremo né soffocheremo in alcun modo la crescita di questo incredibile settore. Al contrario, lo sosterremo, lo aiuteremo e lo vigileremo durante la sua espansione! Tuttavia, saremo anche pronti a contrastare le attività illecite, e possiamo farlo con grande facilità grazie al nostro sistema di giustizia penale e civile già esistente”. Ha poi invitato a proporsi ai soli “candidati con un QI elevato”.
Secondo il presidente americano l’AI rappresenta la prossima “rivoluzione industriale o l’equivalente di internet”, e può arrivare a costituire “fino al 25% del Pil” degli Usa. Ha poi sottolineato che, nella corsa allo sviluppo e alla diffusione del miglior modello di intelligenza artificiale, l’America si trova in “vantaggio rispetto alla Cina e al resto del mondo, e intendo mantenere questa posizione”. Infine, con un sondaggio sul suo social Truth, Trump ha invitato tutti i suoi seguaci a rinominare l’intelligenza artificiale, scegliendo tra intelligenza superiore (SI), intelligenza estrema (EI) e intelligenza suprema (SI)”.
Le dichiarazioni di Trump arrivano in un momento di grande fermento e polemica sull’Intelligenza artificiale. Nei giorni scorsi l’inquilino della Casa Bianca aveva incontrato Sam Altman, ceo di OpenAI. Incontro avvenuto pochi giorni dopo l’allarme lanciato da Jacob Coxon, ex ricercatore di Anthropic, sulle conseguenze potenzialmente catastrofiche dello sviluppo dell’intelligenza artificiale e all’appello del fondatore di Anthropic Dario Amodei di “rallentare” lo sviluppo.
Richiesta su cui hanno concordato sia Altman che Elon Musk. Il tema non riguarda soltanto la sicurezza dei singoli sistemi, ma anche la velocità con cui le aziende stanno investendo nella costruzione di modelli sempre più potenti e autonomi. Da una parte ci sono gli avvertimenti di alcuni esponenti del settore sui rischi di sistemi sempre più potenti; dall’altra la linea dell’amministrazione Trump, che considera la velocità dell’innovazione un elemento decisivo nella competizione con la Cina. Ed è in questa ottica che si inseriscono le dichiarazioni del presidente Usa. Solo quattro giorni fa però l’ultimo allarme su “sei nuovi casi di comportamento preoccupante dei modelli IA”. Tra le anomalie, anche modelli che nascondevano errori, usavano API non autorizzate e comunicavano tra loro.
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