Il presidente dell’Emilia-Romagna De Pascale: “Se la manovra non cambia sulla sanità, le Regioni portino il governo alla Consulta”
“Se la Manovra non dovesse cambiare penso che le Regioni debbano portare il governo davanti alla Corte costituzionale”. Non ha dubbi il presidente dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale sottolineando che “sul finanziamento della sanità ci si sta allontanando dalla Costituzione, si sta uscendo dal dettato costituzionale e la Costituzione va difesa”. Il riferimento, tra gli altri, è al fatto che – come fatto notare da Ilfattoquotidiano.it – il governo ha rivendicato di aver stanziato 5 miliardi di euro per la sanità, ma in realtà uno era già stanziato nella scorsa legge di Bilancio e 1,6 miliardi sono destinati ai voucher per i pensionati over 75, spendibili solo nel settore privato. Inoltre, come fatto notare da Gimbe, il rapporto tra Pil e spesa sanitaria finirà per essere sotto il 6% nel 2028, nonostante il governo rivendichi finanziamenti record del Fondo sanitario nazionale.
Tra l’altro, il governatore dell’Emilia Romagna ha spiegato che proprio oggi è uscita una sentenza della Consulta “su un ricorso della Regione Emilia-Romagna sui Lep, per i servizi legati alle persone con disabilità”. Ricorso, sostiene, vinto dalla Regione. La sentenza sui livelli essenziali delle prestazioni, sottolinea ancora de Pascale, “dice che il governo non può unilateralmente decidere sul sistema di finanziamento delle prestazioni essenziali” né “può fissare degli obiettivi e poi scaricare sulle Regioni il compito di raggiungerli senza avere uno schema che funzioni o in termini di trasferimenti o in termini di fiscalità”. Dunque, il principio affermato è che “il governo non può fissare i livelli essenziali di assistenza, definanziare il sistema sanitario e scaricare la responsabilità” sulle Regioni. “Mi auguro – è la sua conclusione – che si possa rivedere questa Manovra e prevedere adeguati finanziamenti”.
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