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Saturday, September 5, 2026

L’ombra della crisi di Volkswagen si allunga su Ducati: si valuta la vendita. Urso: “La tuteleremo”

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L’ombra della crisi di Volkswagen si allunga su Ducati: si valuta la vendita. Urso: “La tuteleremo”

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L’ombra della crisi di Volkswagen si allunga sull’Italia, con le nubi che si addensano sulla Motor Valley. Il piano di tagli deciso dal gruppo automobilistico tedesco rischia di avere ripercussioni su Ducati e Lamborghini, entrambe controllate dalla casa costruttrice di Wolfsburg. L’ufficializzazione della cura dimagrante non è un fulmine a ciel sereno, ma definisce la possibilità che Vw decida di disfarsi innanzitutto di Ducati, nelle mani di Audi.

A Borgo Panigale, sede centrale dell’azienda produttrice di moto, la notizia è arrivata nel giorno in cui si festeggiava il centenario. L’amministrazione delegato Stefano Domenicali è apparso piuttosto tranquillo e ha ricordato che Ducati è “sana” e vive “il miglior momento” della sua storia. Resta però la decisione di Volkswagen: per contrastare la crisi, i tedeschi hanno deciso di mettere in discussione circa un terzo delle proprie partecipazioni. E tra queste c’è anche Ducati, un miliardo di fatturato e oltre 2mila dipendenti.

La presenza del marchio italiano tra le 750 partecipazioni coinvolte nel piano – non si sa ancora se in “vendita” o in “diluizione” – ha allertato il governo. Sabato mattina il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha spiegato di essersi confronto con Domenicali “concordando un percorso che possa consentirci di salvaguardare un’azienda così importante, simbolo del Made in Italy, di cui tutti siamo orgogliosi”.

Urso ha assicurato che il governo utilizzerà “al meglio gli strumenti a nostra disposizione” perché “questo patrimonio del Paese possa continuare a rappresentarci con i suoi straordinari successi sportivi, tecnologici e di mercato, esempio di eccellenza e di qualità”. Timori restano anche per Lamborghini, nel gruppo Volkswagen dal 1998 e come Ducati controllata tramite la sua filiale Audi. Sulla vicenda tiene le antenne alzate anche il sindacato. Venerdì sera, il segretario generale della Fiom-Cgil Michele De Palma ha spiegato che è attivo un confronto con il sindacato tedesco Ig Metall “per verificare la situazione” di entrambi i marchi e le possibili ricadute nel nostro Paese.

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