Inquirer‘Parents responsible for protecting kids online, not just government’ESPN Deportes¿Podría Ryan Flournoy darles a los Cowboys un tercer receptor de 1,000 yardas?RTP DesportoEuropeus de atletismo. Joana Pontes no top 10 da maratona em marcha com recorde nacionalוואלהחיזבאללה קורא לממשלת לבנון להפסיק את המו"מ עם ישראל ומאיימת בתגובהThe Jerusalem PostWATCH: Funnel cloud seen in Golan Heights amid widespread thunderstorm, flash flood warningsSky TG24Ceuta, la polizia disperde i migranti diretti in SpagnaIl Sole 24 OreTroppo caldo, stop allo sci estivo sul ghiacciaio dello StelvioBBC News BrasilTerremoto de magnitude 7,7 mata ao menos 47 pessoas na IndonésiaSportstarF1 remains the dream, eyeing strong finish to F2 season: Kush MainiRai NewsCinque anni dal ritorno dei Talebani: l’Afghanistan ha cancellato le donne, solo il 7% lavoraLa TerceraConductor en estado de ebriedad atropella a tres bomberos que atendían accidente en ChiguayanteRTL BoulevardSchrijver Peter Andriesse (85) overleden
The Daily Newsstand · Free, Always
Saturday, August 15, 2026

Bonifico non autorizzato sul conto corrente, quando è previsto il rimborso della banca?

Translate

Cosa succede nel caso in cui sul conto corrente appaia l'addebito di un bonifico non autorizzato? È possibile chiedere un rimborso alla banca? La risposta è stata fornita da una recente pronuncia della Corte d’Appello di Palermo (la sentenza n.1929/2026, Terza sezione civile). Ecco cosa hanno stabilito i giudici. 

Sceglici su:

Quello che devi sapere

Bonifico non autorizzato, il caso esaminato dalla Corte di Palermo

Nel caso di specie sottoposto alla Corte, una società correntista si era vista addebitato un bonifico di 23.500 euro sul proprio servizio di home banking, senza sapere nulla dell’operazione. A quel punto si era rivolta alle autorità, sporgendo denuncia. La questione era così arrivata in Tribunale, che in primo grado aveva condannato l’istituto bancario di riferimento a risarcire la società con 30mila euro, tra il danno subito e le varie spese legali. La banca però aveva fatto ricorso in appello, sostenendo che il bonifico fosse stato autenticato dai diretti interessati. La Corte d’Appello di Palermo ha respinto il ricorso, andando quindi a confermare la condanna di primo grado.

Ti potrebbe interessare anche: E-commerce, crescono gli acquisti online e le frodi sul web in Europa: + 45% solo nel 2024. I dati

La truffa tramite un BRATA

Per capire il perché della decisione dei giudici di secondo grado è necessario scendere nei dettagli della dinamica di quanto successo. La società di credito in questione era caduta vittima di una frode informatica portata avanti con un BRATA, un malware/trojan bancario che colpisce in particolare gli utenti Android.

Ti potrebbe interessare anche: Truffe, come evitare i raggiri più diffusi: il vademecum con i consigli dei Carabinieri

pubblicità

Perché la Corte ha deciso di condannare la banca

Il respingimento della richiesta di appello è motivato dal fatto che il bonifico della società correntista proveniva da un indirizzo IP diverso da quello utilizzato abitualmente. Questo avrebbe dovuto far sorgere qualche dubbio alla banca. L’istituto, tra l’altro, lo stesso giorno aveva già bloccato diversi tentativi di accesso a conti correnti giudicati sospetti. Secondo la Corte si sarebbe quindi dovuta prestare molta più attenzione.

Ti potrebbe interessare anche: Su Insider – Quanti soldi ha perso in media chi è caduto vittima di una truffa? I numeri

L’articolo 2050 del Codice civile: l'attività pericolosa

La norma a cui guardare in questi casi è l’articolo 2050 del Codice civile, secondo cui “chiunque cagiona danno ad altri nello svolgimento di un'attività pericolosa, per sua natura o per la natura dei mezzi adoperati, è tenuto al risarcimento, se non prova di avere adottato tutte le misure idonee a evitare il danno”. La gestione informatica del denaro di altre persone è considerata una delle attività pericolose che ricadono nell’ambito dell’articolo in questione, per cui è prevista un’inversione dell’onere della prova: è la banca che deve dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare un danno, non è il cliente che deve provare il contrario.

Ti potrebbe interessare anche: Case vacanze, sempre più truffe online con l'IA: come evitare di essere raggirati

pubblicità

Quando la colpa è del correntista?

La colpa sarebbe stata del correntista se fosse stato lui stesso a mettere in atto comportamenti poco prudenti, come ad esempio l’inserimento dei propri dati in un sito palesemente sospetto o l’aver annotato le proprie credenziali su documenti facilmente accessibile da soggetti terzi. Insomma: per “scagionarsi” serve essere stati particolarmente attenti e non aver mai tenuto comportamenti che, anche solo astrattamente, potrebbero facilitare le azioni dei truffatori.

Ti potrebbe interessare anche: Vacanze estate 2026, ecco come evitare truffe con le prenotazioni online su Airbnb

View the original on Sky TG24

KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.