Le missioni della Flotilla, i pm di Roma: trattamenti degradanti, tortura e sequestro di persona

Abbordaggi navali avvenuti in violazione del diritto internazionale, condizioni di detenzione e trattamenti degradanti e il mancato rispetto dei diritti basilari e di difesa: sono gli aspetti che emergono dall'indagine della Procura di Roma sulle due missioni della Global Sumud Flotilla e che vede indagata l'intera catena di comando di Israele tra cui due ministri, con diverse accuse tra cui tortura e sequestro di persona. Sono una dozzina gli indagati dalla Procura di Roma: oltre al ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir, risulta iscritto anche quello della Difesa Israel Katz.
In base a quanto emerge da una nota diffusa dalla Procura, nel corso delle indagini sono state individuate le persone che, secondo gli accertamenti svolti, facevano parte delle catene di comando militari e di polizia coinvolte nelle operazioni relative alle missioni della Global Sumud Flotilla (GSF).
Nell'ambito delle attività investigative, viene inoltre evidenziata l'esistenza di analoghe indagini in diversi Paesi europei. In tale prospettiva, finalizzata al coordinamento e allo scambio informativo tra le autorità giudiziarie coinvolte, si è svolto un incontro presso l'Agenzia europea Eurojust.
Gli indagati militari
La catena di comando militare per le operazioni in mare comprende il capo di Stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (Idf), generale Eyal Zamir, il comandante in capo della Marina dal 2 settembre 2021 al 24 dicembre 2025, vice ammiraglio David Saar Salama, il capo di Stato maggiore Tal Politis, il comandante dello Shayetet 13, colonnello Eldad Borochovich, e il responsabile della base navale di Ashdod, colonnello Eitan Paz.
Gli indagati per le operazioni di terra
Per le operazioni di terra risultano invece coinvolti il capo della Polizia israeliana Daniel Levy, il comandante del servizio penitenziario israeliano (Ips) Kobi Yaakobi, il responsabile della polizia penitenziaria del carcere di Ktzi'ot Menachen Bibas, il comandante della Nahshon, unità operativa di intervento e scorta dell'Ips, Assaf Zagori, e il comandante del Magav Berik Yitzchak.
Per la seconda missione della Flotilla, viene evidenziata una sostanziale identità delle catene di comando rispetto alla precedente spedizione. Le differenze riguardano la componente navale, con l'indicazione del vice ammiraglio Eyal Harel quale comandante in capo della Marina e del maggiore generale Guy Levy nel ruolo di capo di Stato maggiore.
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