Benji e Fede: "Col nuovo disco non abbiamo paura di mostrare un altro lato di noi"

Il 18 giugno esce il vostro nuovo album "Quando viaggi da sola". A proposito del progetto avete detto: "Volevamo semplicemente fare un disco che ci piacesse e che raccontasse bene chi siamo oggi”. Chi siete oggi?
Fede: In questo momento, non abbiamo la risposta a questa domanda. Penso che la scoperta di se stessi sia un viaggio, però, sicuramente, siamo più vicini a scoprirlo rispetto ad anni fa. Soprattutto, penso che concedersi la libertà di scrivere senza schemi e senza dover sottostare a dei canoni predefiniti magari da un'industria musicale, come a volte accade, ti lascia più libero di sperimentare e di raccontare anche lati della tua vita che non eri mai riuscito a raccontare prima in modo autentico.
Quindi diciamo che siete più liberi...
Fede: Ci sentiamo sicuramente più liberi.
Questo è il secondo album da quando vi siete riuniti. Cosa c'è di diverso rispetto all'album precedente?
Benji: Per noi "Rewind" era un tornare a lavorare insieme e a conoscerci come amici. Eravamo distanti da un po' di anni e quel disco era un modo per dire: "Eccoci, siamo di nuovo noi", era un filo conduttore tra il nostro passato, cioè quello che siamo stati per tanti anni, e il futuro. Quindi era un disco importante perché significava appunto un ritorno ma anche una transizione. Quest'ultimo album, invece, a due anni di distanza da quando siamo tornati insieme, porta con sé tanta sperimentazione e un nuovo lato di noi, che in passato avevamo messo da parte e che adesso non abbiamo paura di mostrare. Secondo me, sia per una questione anagrafica sia per esperienza, abbiamo detto: "Se facciamo questo disco, dobbiamo farlo proprio come ci viene, anche un po' d'istinto".
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.