“Al lavoro per un asse tra Dugin, Futuro nazionale e Bannon”: l’incontro riservato con Vannacci a casa del numero due del partito Simoni
L’obiettivo è accreditare Futuro nazionale sull’asse sovranista e dell’estrema destra internazionale. Con l’idea di porsi agli occhi dell’elettorato come alternativa a Giorgia Meloni, considerata troppo schiacciata su posizioni filoeuropeiste e, dunque, filoucraine. Una delegazione di una decina di persone ha incontrato il numero due del partito, Massimiliano Simoni, a casa di quest’ultimo, in Versilia. All’ordine del giorno i problemi di FnV in Lombardia, a Milano, ma anche in altre parti d’Italia, principalmente a causa delle nomine dei dirigenti regionali e provinciali che hanno scontentato più di un iscritto.
Ma la riunione è servita per parlare di Mosca – anche se sarebbe più corretto dire “mondo eurasiatico” – e di conservatorismo Usa. Non è un caso che, da quanto appreso da ilFattoQuotidiano.it, al vertice fossero presenti esponenti con un legame piuttosto saldo con la Federazione russa, da un parte, e col mondo Maga dall’altra. C’era, per esempio, Giovanni Trombetta, un passato nella finanza internazionale (New York, soprattutto), vicino al mondo patriottico a stelle e strisce e con legami con la segreteria di JD Vance (all’Hotel Gallia di Milano, lo scorso febbraio, incontrò i rappresentanti nazionalisti al seguito del vicepresidente americano). C’era la la contessa georgiana Lali Panchulidze, vicepresidente di Aristocrazia europea e presidente di Acigea, Associazione culturale internazionale cristiana ecumenica Italia Georgia Eurasia, che tuttavia, da quanto risulta, starebbe ancora valutando l’operato del generale. C’era il “barone nero”, Roberto Jonghi Lavarini, esponente della destra lombarda, frequentatore del consolato russo a Milano e vicino al filosofo ultranazionalista russo, Aleksandr Dugin; e con lui l’avvocato Renato Maturo, ex collaboratore di Ignazio La Russa e referente di un comitato milanese. E seppur al telefono, a casa di Simoni, è intervenuto anche Pietro Veniamin Andrejevich Stramezzi, presidente del circolo culturale internazionale Amici della Russia imperiale Terza Roma, che vanta contatti diretti con la Duma e col consigliere di Vladimir Putin, Anton Kobyakov. Da quanto è stato possibile verificare, Roberto Vannacci è passato soltanto per un breve saluto con la moglie, Camelia Mihailescu, dal momento che la riunione era stata affidata a Simoni.
Sono due le direttrici da portare avanti, stando ai piani di chi ha partecipato al vertice. Il primo è un curioso progetto di avvicinamento alla comunità ortodossa in Italia, il cui dialogo dovrà essere avviato proprio dall’Unione delle Comunità Cristiane Ortodosse, Copte e Orientali in Italia, di cui Panchulidze è portavoce. L’altra operazione, come anticipato, riguarda l’asse con gli ultranazionalisti russi e coi patrioti Usa. E dunque Dugin da una parte, col quale si vorrebbe già organizzare un primo appuntamento da remoto e, dall’altra, Steve Bannon, ex stratega di Donald Trump e rappresentante dell’estrema destra americana. Almeno apparentemente due mondi distanti, che tuttavia condividono buona parte della loro ideologia e dei loro obiettivi. Per fare ciò Futuro nazionale vorrebbe strutturare un think tank ufficiale, una specie di comitato culturale (uno dei promotori dovrebbe essere Onelio Onofrio Francioso). L’orizzonte a cui si guarda è quello dell’Afd in Germania, partito che già collabora con Vannacci all’interno del gruppo Europa delle Nazioni Sovrane (Esn) al Parlamento europeo.
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