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Thursday, September 17, 2026

Ogni giorno tre detriti spaziali rientrano in atmosfera. Perché dobbiamo preoccuparci

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Rapporto Esa: «Nel 2025, l’impatto a lungo termine delle nostre attività spaziali è peggiorato di un ordine di grandezza in un solo anno»

In media, ogni giorno, più di tre satelliti intatti o corpi di razzi rientrano nell’atmosfera terrestre. E, allo stesso tempo, ogni giorno vengono lanciati dieci nuovi carichi utili. «Nel 2025, l’impatto a lungo termine delle nostre attività spaziali è peggiorato di un ordine di grandezza in un solo anno».

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Il rapporto

È quanto sottolinea i rapporto annuale sull’ambiente spaziale (Space Environment Report) che l’Ufficio Detriti spaziali dell’Esa pubblica dal 2017 per «offrire una panoramica trasparente delle attività spaziali globali e valutare l’efficacia delle misure internazionali di riduzione dei detriti nel migliorare la sostenibilità a lungo termine delle attività spaziali».

Secondo quanto emerge dallo studio, alcune orbite «si stanno saturando e sono sempre più affollate di frammenti».

Nel rapporto ci sono anche i dati delle attività del passato e quelle in corso con l’esclusione dei progetti ancora in fase di preparazione al lancio.

Nella sintesi del rapporto 2026, basata sui dati raccolti alla fine del 2025, viene sottolineato che «il numero e le dimensioni delle costellazioni di satelliti commerciali continuano ad aumentare di anno in anno».

Tre corpi al giorno

«Un numero insufficiente di satelliti abbandona le orbite fortemente congestionate al termine della propria vita operativa, creando un rischio di collisione crescente - si legge ancora -. In media, ogni giorno più di tre satelliti integri o corpi di razzo rientrano nell’atmosfera terrestre. Parallelamente, vengono lanciati quotidianamente dieci nuovi carichi utili». Per l’Esa, sebbene «i valori siano bassi rispetto ai rischi della vita quotidiana, la probabilità di incidenti con vittime è aumentata negli ultimi anni a causa dell’intensificarsi del traffico spaziale».

Una crescita preoccupante

Non solo, il trend di crescita costante ha determinato un’evoluzione preoccupante nelle proiezioni future. «Nel 2025 - prosegue ancora lo studio -, l’impatto a lungo termine delle nostre attività spaziali è peggiorato di un ordine di grandezza in un solo anno».

La pulizia dello spazio

Da qui l’esigenza di portare avanti quella che viene definita la pulizia dello spazio. Un trend che già si registra con numerose sensibilità ma che non sarebbe, a detta degli studiosi, sufficiente. «Alcuni indicatori mostrano un crescente interesse e una maggiore adesione alle misure di mitigazione dei detriti spaziali - viene sottolineato -, ma è necessario agire con maggiore rapidità, costanza e affidabilità».

Per gli esperti «è necessaria la rimozione attiva dei detriti per arrestare la crescita del numero di oggetti nel tempo, causata dal fatto che i detriti spaziali stessi generano nuovi frammenti in seguito a collisioni».

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