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Thursday, September 10, 2026

Inchingolo (Fs) alla Festa del Fatto: “I Frecciarossa possono andare a 350 km/h, ma non siamo soli sulla rete. Extracosti? Di solito si chiude al 10% della richiesta”

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Inchingolo (Fs) alla Festa del Fatto: “I Frecciarossa possono andare a 350 km/h, ma non siamo soli sulla rete. Extracosti? Di solito si chiude al 10% della richiesta”

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I cantieri lungo la rete e l’apertura ai fondi italiani di investimento sono stati al centro del dibattito alla Festa del Fatto Quotidiano tra il vicedirettore generale Corporate del Gruppo Fs, Giuseppe Inchingolo, e il direttore de Ilfattoquotidiano.it e condirettore del Fatto, Peter Gomez. Con una notizia, in apertura di confronto: i Frecciarossa potrebbero viaggiare anche più veloci lungo la rete. “L’Autorità di regolazione ci ha dato il limite di 350 km/h, ma non siamo l’unico operatore che viaggia sulla nostra rete (il Gruppo Fs ha all’interno anche Rfi, ndr). Gli altri hanno treni che vanno a 250 chilometri orari e il sorpasso – ha ironizzato Inchingolo – non è consentito, quindi ci adeguiamo”. Un riferimento, ovviamente, a Italo. E ha sottolineato “bisogna stare attenti” anche all’arrivo dei Tgv per la possibilità che i treni Av a due piani della francese SCNF, nel caso vengano instradati in emergenza sulle linee tradizionali, abbiano dei problemi a passare all’interno di alcune vecchie gallerie nel Centro-sud Italia.

Al di là della delle limitazioni esistenti e dei possibili problemi futuri, resta un tema di un servizio ancora migliorabile. Il vicedirettore ha insistito molto sul grande sforzo degli ultimi anni, quando in sostanza sono quasi sempre stati aperti 1.300 cantieri – 700 dedicati a investimenti, 600 per le manutenzioni – lungo la rete. Uno dei più sensibili restano le grandi stazioni di Roma Termini e Milano Centrale, hub non solo dell’Alta Velocità ma anche dei treni regionali ed entrambe presenti nel centro delle due metropoli: “Stiamo facendo uno studio su entrambi, ma i ancora dati parziali, per capire se gli utenti dei regionali e quelli dell’Alta velocità hanno davvero l’interesse ad arrivare in quelle stazioni”. Cosa dicono i risultati intermedi? “Che il 95% degli utenti dei regionali va in periferia, quindi probabilmente la scelta più saggia e fa arrivare i regionali a Tiburtina e far arrivare i Frecciarossa a Termini, perché in quel caso invece la maggior parte degli utenti va in centro. Quando avremo i dati certi, faremo una proposta alle Regioni poiché sui treni locali non possiamo prendere una scelta autonoma”.

Nel frattempo, Inchingolo rivendica i lavori che Fs – partner della Festa del Fatto – sta portando avanti. La Brescia-Verona sarà la prima opera finanziata con fondi Pnrr a essere attivata: l’entrata in servizio è prevista nel primo trimestre del 2027 e il viaggio di prova, ha rivelato, è in programma a ottobre. Nel 2029 sarà sicuramente finita la Bari-Napoli, ha assicurato, quindi si passerà dall’Adriatico al Tirreno in 2 ore e in tre si arriverà a Roma. E ancora: Terzo Valico di Genova pronto nel 2031. La Palermo-Catania-Messina? “È fondamentale, ora sono in esercizio 42 chilometri”. Per Inchingolo è “decisivo” anche il passante di Firenze, così da evitare che un problema in quel nodo “blocchi il Paese”. A Santa Maria Novella, ha spiegato il vicedirettore di Fs, rimarranno i regionali, penso.

Si tratta di lavori durante i quali, come sempre, Fs non interrompe una linea. Un modus operandi che, dice, va incontro ai pendolari: “I lavori spesso insistono sulle loro linee. E anche quando intervieni per un miglioramento, crei un disagio importante se il tempo di percorrenza aumenta di 30-40 minuti. Non dobbiamo mai dimenticare ogni giorno viaggiano 10.000 treni e solo 400 sono Alta velocità”. Il manager ha sottolineato che la “manutenzione deve essere continua” e “una rete moderna deve essere costantemente monitorata” parlando in un numero di passeggeri attorno ai due milioni. In questo scenario, ha ricordato, il rinnovo della flotta rappresenta uno degli elementi fondamentali per migliorare la qualità e l’esperienza di viaggio: “Nel 2022 l’età media dei treni era di 19 anni, oggi è di 9 anni”.

Lavori, spesso, vuol dire anche spese impreviste rispetto al momento della stesura dei contratti. In questi giorni, come rivelato dal Fatto, Webuild ha scritto al governo lamentando extracosti per 22 miliardi nei contratti con Rfi, controllata di Ferrovie dello Stato: “I contenziosi sono fisiologici. La società facendo una ricognizione puntuale, al momento quella cifra non ci risulta. In totale ammontano a 5 miliardi di euro”, ha detto Inchingolo sottolineando che, guardando allo storico, va tenuto presente che solitamente un contenzioso si chiude “con un pagamento attorno al 10% della richiesta”.

E a proposito di chiusure, si è tornati anche a parlare della proposta dell’ormai ex amministratore delegato Stefano Donnarumma, il quale prima delle dimissioni ha molto insistito per l’apertura ai fondi stranieri: “C’è un tema di finanziamento, certo”, ha spiegato Inchingolo ricordando che negli ultimi tre anni sono stati investiti 25 miliardi attraverso i fondi del Pnrr e altri 9 con la finanza pubblica. Cifre ovviamente non sostenibili nel lungo periodo: “Le Ferrovie devono restare pubbliche, sono una società di scopo. Il tema è come continuiamo a investire. Vogliamo provare a creare insieme al ministero dell’Economia uno strumento che ci consenta di avere l’intervento ma dei fondi italiani garantendo loro una remunerazione”, ha concluso il manager di Fs.

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