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Thursday, September 17, 2026

Il centro-sinistra vince di misura in Svezia. A Andersson il compito arduo di formare il governo

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Dopo un lungo scrutinio durato 4 giorni, il centrosinistra, guidato da Magdalena Andersson, ha vinto di misura le elezioni in Svezia sulla coalizione di centro-destra, guidata dal premier uscente Ulf Kristersson. Andersson riceverà ora dal presidente del Riksdag l'incarico di formare il nuovo governo.

Il verdetto delle urne, arrivato al termine di una notte elettorale lunghissima e di giorni di riconteggio dei voti in ritardo, dei voti anticipati e di quelli arrivati dall'estero, ha confermato quanto le proiezioni della vigilia lasciavano presagire: un Paese diviso quasi a metà. Il margine tra le due coalizioni si è mantenuto su pochissimi seggi per l'intera durata dello spoglio, con i quattro partiti che sostengono Andersson — Socialdemocratici, Verdi, Partito di Centro e Sinistra — che hanno prevalso sui partiti che avevano sostenuto l'esecutivo conservatore di Kristersson, in carica dal 2022 grazie anche all'appoggio esterno dei Democratici Svedesi di Jimmie Åkesson.

A pesare sull'esito finale è stato in particolare l'arretramento della destra nazionalista di Åkesson, che dopo una crescita ininterrotta a ogni tornata elettorale dal suo ingresso in Parlamento nel 2010, ha perso diversi punti percentuali rispetto al 2022, deludendo le aspettative di chi la vedeva addirittura come secondo partito del Paese.

Il ritorno di "Magda"

Per Magdalena Andersson, già premier tra il 2021 e il 2022 prima della sconfitta contro Kristersson, si tratta di un ritorno alla guida del governo dopo quattro anni all'opposizione. Nei giorni scorsi la leader socialdemocratica aveva evitato di cantare vittoria anticipatamente, invitando alla prudenza in attesa della certificazione definitiva dei risultati, ma aveva comunque promesso ai suoi sostenitori che "la Svezia avrà un nuovo governo".

Il compito che attende ora Andersson non sarà comunque semplice: il fronte che sostiene la sua premiership riunisce partiti con programmi in parte incompatibili tra loro, a partire dai rapporti non facili tra il Partito di Centro e il Partito della Sinistra su diversi dossier. 

La formazione dell'esecutivo, secondo gli osservatori, potrebbe richiedere settimane, se non mesi, di trattative.

La sconfitta di Kristersson

Per Ulf Kristersson si chiude invece l'esperienza di governo aperta nel 2022, quella che per la prima volta aveva visto i Democratici Svedesi di Åkesson offrire un sostegno esterno decisivo a un esecutivo di centrodestra, senza però entrarvi formalmente. Proprio l'ingresso diretto dell'estrema destra nell'esecutivo, ipotizzato dal premier uscente in caso di riconferma, rappresentava uno degli scenari più osservati a livello europeo alla vigilia del voto: un passaggio che avrebbe segnato una svolta storica per la destra radicale svedese. Il ridimensionamento dei consensi del partito di Åkesson ha invece chiuso, almeno per ora, quella prospettiva.

Le prossime tappe

Con l'incarico ormai prossimo all'assegnazione, l'attenzione si sposta sui negoziati tra i partiti dell'area progressista per la definizione del programma di governo e la ripartizione dei ministeri. Tra i temi al centro della prossima legislatura restano l'immigrazione, la sanità pubblica, il costo della vita e la sicurezza, questioni che hanno dominato una campagna elettorale definita da molti osservatori come una delle più polarizzate degli ultimi decenni in Svezia.

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