Legge elettorale, ecco come funziona la raccolta firme per un nuovo partito

Il Senato ha concluso l'esame di tutti gli emendamenti e degli ordini del giorno al testo, che oggi ha ricevuto il via libera definitivo prima di tornare alla Camera per la conferma delle modifiche introdotte, dalle preferenze alle firme. La seduta con le dichiarazioni di voto è partita in mattinata, e il nodo più controverso resta lo stesso da giorni: la nuova disciplina sulla raccolta delle sottoscrizioni per presentare le liste.
La norma, introdotta in chiave anti-frammentazione, fa crescere di quattro volte le firme che le formazioni non presenti in Parlamento dovranno raccogliere per candidarsi, mentre per chi è già rappresentato, anche con una sola componente, resta un sistema articolato di esoneri. L'obiettivo dichiarato dalla maggioranza è bilanciare la scelta di eliminare qualsiasi soglia minima per accedere al premio di maggioranza, e viene contestualmente alzato da un terzo alla metà il numero dei collegi in cui una lista deve presentarsi, pena l'inammissibilità.
In caso di voto anticipato in base alla legge il numero delle firme da raccogliere è la metà.
"Il tema che guida la nostra scelta è raggiungere un certo numero di firme. Elevare il numero necessario per la raccolta ha un significato preciso: evitare di beffare i cittadini, impedendo il ricorso a liste civetta per raccogliere voti a favore di formazioni che non potranno mai essere rappresentate. Non possiamo assistere a una proliferazione di liste che non hanno alcun senso. È già successo: Forza Lazio, Forza Roma, Forza Pippo. Francamente, lo trovo uno sfregio per l'elettore. Poi bisognerà vedere quante di queste firme si tradurranno effettivamente in un voto reale, perché è di questo che si tratta. Del resto, nella precedente elezione, la dispersione di firme e di voti è stata di circa il 7,2%, pari a circa 2 milioni di voti: non pochi". Lo ha detto la ministra per le Riforme Elisabetta Casellati.
6mila firma per ogni collegio per i nuovi partiti
Il minimo di firme per collegio richiesto a chi non siede in Parlamento sale da 1.500 a 6mila, per un totale di 450mila sottoscrizioni se si vuole correre in tutti i collegi (almeno 225mila se ci si limita all'obbligo di presentarsi in metà dei collegi). Restano invece esentati, come nella legge attuale, i partiti con due gruppi parlamentari, così come chi ha formato un gruppo entro il 31 dicembre 2025, è il caso, ad esempio, di Italia Viva e Azione. Per le forze con una sola componente parlamentare, come +Europa o la Federazione dei Verdi, la soglia resta invariata, tra 1.500 e 2mila firme a collegio.
Per la circoscrizione Estero basta invece aver avuto un gruppo parlamentare, anche in una sola Camera, o aver eletto almeno un seggio nella tornata precedente, per essere esonerati dalla raccolta. Bocciato invece, in Aula, un emendamento del Pd, primo firmatario Andrea Giorgis, che chiedeva la possibilità di raccogliere le firme anche in modalità digitale tramite firma elettronica qualificata.
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