Fuga di cervelli, Italia «esportatore netto» di talenti Ai. Dagli Usa alla Spagna, le mete preferite dei profili qualificati

In un 2025 in cui la corsa globale ai talenti dell’intelligenza artificiale si è fatta più intensa, l’Italia ne è uscita con un saldo negativo: 6.300 professionisti Ai hanno lasciato il Paese contro 6.102 arrivati, una perdita netta di circa 200 persone. È uno dei dati che emerge dal nuovo Top Talent Tracker di Boston Consulting Group (Bcg), che ha analizzato i flussi di mobilità di 221 milioni di professionisti in oltre 200 destinazioni nel mondo.
Frenano i trasferimenti in generale
Il quadro generale registra una frenata inedita: i trasferimenti di professionisti qualificati sono scesi da 3,7 a 3,3 milioni, un calo dell’11,6% dopo anni di crescita. Il rallentamento, a dire il vero, colpisce i segmenti a più alto valore aggiunto: -19% per i ricercatori con dottorato, -13% per i profili Stem, -12% per l’intelligenza artificiale.
La situazione italiana
Per l’Italia il quadro è misto. Sul totale dei qualificati, gli ingressi calano del 9,8%, meno della media europea, e la retention migliora: le uscite si riducono più rapidamente degli ingressi, del 12,7% contro il 9,8%. Segno che nel 2025 sono partiti meno italiani qualificati rispetto all’anno precedente, non che il Paese attrae più talenti dall’estero. Sull’intelligenza artificiale, però, il bilancio resta negativo: gli arrivi non compensano le partenze.
Gli Stati Uniti restano la meta preferita
Guardando alla generalità dei professionisti qualificati italiani che lasciano il Paese - un dato che il report non scorpora per la sola categoria AI - le destinazioni principali restano gli Stati Uniti (11.136), seguiti da Spagna (6.625), Francia (4.610), Germania (4.092), Svizzera (3.862) e Regno Unito (3.653).
Gli altri Paesi
A livello globale la geografia dei talenti si sta ridisegnando: Francia e Spagna guadagnano quota in Europa, mentre Germania (-13,7%), Paesi Bassi (-15,2%) e Portogallo (-21,3%) arretrano. Gli Emirati Arabi Uniti, con quasi 194mila professionisti attratti, insidiano il secondo posto globale del Regno Unito, mentre il Canada scivola dal podio al settimo posto.
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