JAŸ-Z ruggisce a Londra, trent’anni di storia e la certezza: è sempre lui il GOAT

JAŸ-Z Londra atto secondo. Al Tottenham Hotspur Stadium il ruggito del Leone Hova tuona con 30 anni di storia di musica, la sua. Le tre decadi di Reasonable Doubt, i venticinque anni di The Blueprint. E non solo. Con lui sul palco Sampha e Dave per sottolineare il legame tra la legacy di JAŸ-Z e la ricchissima scena musicale londinese. Due ore non stop, la celebrazione della cultura afroamericana, New York e i Knicks campioni: la legacy di Shawn Corey Carter è più forte che mai. Il racconto del concerto
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Cambiare le regole del gioco e farne di nuove: si può, certo. Ma non è cosa di tutti. Servono talento, visione, caparbietà. Bravura, nel saper cogliere che è il momento giusto, e avere la giusta dose di follia, che ti permette di credere in te stesso quando in pochi lo fanno. Il tempo ti darà ragione, e anche due date sold out al Tottenham Hotspur Stadium: tredici anni dopo il Magna Carter World Tour JAŸ-Z torna a Londra e lascia nuovamente il segno. La città è tutta sua, di nuovo, come se il tempo si fosse fermato. Un’occasione per celebrare due album simbolo della sua storia, Reasonable Doubt e The Blueprint, ma soprattutto la sua immensa legacy musicale, e sottolineare che sì, si possono attraversare più ere, e sempre poter dire qualcosa.
Il secondo atto di JAŸ-Z
Beyoncé ha in mano un rasoio elettrico e sugli spalti dello stadio gli rasa i capelli: è il video che viene proiettato all’inizio del concerto, e che dà ufficialmente il via alle danze. Carter arriva sul palco sulle note di Bam: cappellino di NYC, che toglie soltanto per un istante nel corso delle due ore di musica senza pause, e occhiali scuri onnipresenti. È tutto pronto, si può iniziare. Non c’è molto spazio per dialogare con il pubblico: qui bisogna suonare, e celebrare non solo le origini, ma soprattutto la storia di un artista che dal giorno zero della sua carriera ha sempre saputo dire qualcosa. E potuto, cosa mai scontata, oggi più che mai.
"La mia vita è cambiata trent'anni fa"
“La mia vita è cambiata trent’anni fa” è una delle poche, ma più significative, frasi pronunciate da JAŸ-Z nel corso di questa seconda serata londinese in cui non ci sono solo i brani di Reasonable Doubt e The Blueprint, ma anche di The Black Album e Watch the Throne, joint album di JAŸ-Z e Kanye West uscito nel 2011 e dove spicca No Church In The Wild, brano portato dal vivo sabato sera con Sampha. Primo ospite della serata, accolto dal pubblico con un’ovazione, il cantautore, musicista e produttore discografico britannico originario di Morden, a sud di Londra, sottolinea ancora una volta il forte legame che unisce JAŸ-Z alla scena musicale inglese. La sua voce neo-soul, che fonde R&B alternativo e musica folk dell'Africa occidentale, affiancata alla storia e alle barre di Mr. Carter, creano la versione contemporanea di una delle collaborazioni più significative degli ultimi anni. Non solo Sampha, però: sulle note di Raindance, nella seconda parte dello show, arriva Dave, una dei rapper inglese più interessanti e di talento. Scelte non a caso, quelle di JAŸ-Z: Sampha, infatti, rappresenta il sound soul e R&B moderno di Londra, mentre Dave descrive la contemporaneità della scena rap inglese, quella più amata oggi. Il modo perfetto per unire la storia di uno degli artisti americani più importanti degli ultimi trent’anni alla contemporaneità musicale britannica, in continuo fermento.
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New York e i Knicks. La cultura afroamericana. Il talento
Perché sì, Shawn Corey Carter vuole celebrare se stesso. Ma anche chi, grazie a lui, sta contribuendo concretamente allo sviluppo di un movimento che da New York continua a diffondersi in tutto il mondo. Regno Unito compreso. Celebrare chi c’era, chi c’è e ci sarà nei prossimi anni. Come del resto fa con New York, sua musa ispiratrice da sempre e per sempre, dove tutto è nato. E dove tutti i sogni diventano realtà. Una giungla, senza alcun dubbio. Ma soprattutto un melting pot culturale fonte di ispirazione e aspirazione. Nelle due ore di musica, in cui JAŸ-Z ci fa capire ancora una volta perché è il vero GOAT, c’è la celebrazione delle origini, della cultura afroamericana e della storia di un movimento che è diventato cultura. C’è la festa dei New York Knicks, campioni NBA cinquantatré anni dopo l’ultimo titolo. E c’è un video, bellissimo, che vede dei giovani ballerini di colore alla sbarra: sono gli anni Sessanta, l’America è in subbuglio per le proteste per porre fine alla segregazione razziale. E nessuno, in quel periodo storico, avrebbe mai pensato che dei piccoli ballerini avrebbero potuto mai calcare i palchi dei più importanti teatri americani e internazionali. Non è stato possibile allora, ma oggi sì: se Misty Copeland per anni è stata la prima Prima Ballerina afroamericana nei 75 anni di storia dell’American Ballet Theatre è anche grazie a quei giovanissimi ballerini nel video proiettato al secondo show londinese di JAŸ-Z. Li chiamano gamechanger, rivoluzionari, sognatori. A me piace pensarli come figure che hanno fatto qualcosa inizialmente per se stessi ma soprattutto per gli altri, senza chiedere nulla in cambio. Forse è proprio questa la formula magica che rende tutto più speciale. E forse è anche la ricetta di JAŸ-Z che da solo si è preso e ripreso tutto, Londra inclusa. Non c’è Beyoncé e nemmeno Rihanna. E neanche nuova musica all’orizzonte. Ma va benissimo così: Reasonable Doubt è più giovane e attuale che mai. E va tutto bene così. Di GOAT ce n'è uno, e si chiama JAŸ-Z, dalla Big Apple al mondo.
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I brani del concerto
Bam
Jigga My Nigga
I Wanna Be Where You Are (brano di Michael Jackson)
Izzo (H.O.V.A.)
Fuckwithmeyouknowigotit
Nigga What, Nigga Who (Originator 99)
Run This Town
On to the Next One
Empire State of Mind
Family Feud
U Don't Know
Dead Presidents / Dead Presidents II
Where I'm From / Marcy Me
Hard Knock Life (Ghetto Anthem)
Lucifer
No Church in the Wild / Grammy Family con Sampha
Can I Live
99 Problems
Girls, Girls, Girls / '03 Bonnie & Clyde
Excuse Me Miss / La-La-La (Excuse Me Miss Again)
I Just Wanna Love U (Give It 2 Me)
Dirt Off Your Shoulder
I Know
Never Change
Song Cry
Raindance con Dave
Heart of the City (Ain't No Love)
Niggas in Paris / Big Pimpin'
Public Service Announcement
Numb / Encore
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