Prezzi gas e petrolio ai massimi, Borse in rosso: cosa sta succedendo
Le Borse europee chiudono in calo mentre aumentano i prezzi del petrolio dopo la chiusura dell'oleodotto di collegamento Est-Ovest e il rinvio dei colloqui sul transito nello Stretto di Hormuz che hanno rinnovato le preoccupazioni sulle forniture globali di greggio: il Wti americano guadagna l'1,5% a 101,5 dollari mentre il Brent viaggia sui 105,7 dollari segnando un aumento di circa l'1%. Le Borse asiatiche hanno concluso la seduta in calo, con le quotazioni del petrolio e del gas in progressivo rialzo in scia all'inasprimento della crisi geopoltica in Medio Oriente. Sotto i riflettori anche il tema degli investimenti per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale. Con il passare delle ore il prezzo del petrolio ha ridotto la sua corsa. Wall Street chiude in ribasso, ma riesce a limitare le perdite.
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Quello che devi sapere
Le Borse asiatiche in negativo
Il 14 settembre le borse asiatiche hanno chiuso in negativo a eccezione di Hong Kong. Nello specifico la Borsa di Tokyo ha terminato la prima seduta della settimana in calo, appesantita dal progressivo rialzo delle quotazioni del greggio, salde sopra i 107 dollari al barile, e la performance negativa della tecnologia, a fronte dei timori di un surriscaldamento degli investimenti per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale (IA). L'indice di riferimento Nikkei ha segnato una flessione dello 0,81% a quota 63.492,99, con una perdita di 518 punti. Sul mercato dei cambi lo yen ha proseguito la manovra di rafforzamento sul dollaro, a 154,20, e sull'euro a 178,20. A contrattazioni ancora in corso è scivolata Seul (-3,2%). Male anche Shanghai (-0,14%), Shenzhen (-0,10%) e Mumbai (-0,16%). Positiva Hong Kong (+0,34%).
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Male le Borse europee
In avvio di seduta anche le Borse europee hanno mostrato flessioni legate all'escalation del conflitto in Medio Oriente e la giornata si è chiusa con un ulteriore calo. Le tensioni geopolitiche spingono il prezzo del petrolio e del gas, con il rischio di nuove fiammate dell’inflazione. Tra i listini del Vecchio continente maglia nera per Milano (-1,68%). Male anche Madrid (-1,38%), Francoforte (-0,5%) e Parigi (-0,76%). Si muove in controtendenza Londra (+0,44%). A Piazza Affari scivolano Prysmian e Stm (rispettivamente -7% e -6,5%), in linea con il settore tecnologico europeo con i timori per gli investimenti per l'intelligenza artificiale.
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Wall Street chiude in ribasso, ma riesce a limitare le perdite
La Borsa di New York ha chiuso in lieve calo, riuscendo a contenere le perdite nonostante le preoccupazioni legate allo sviluppo dell'intelligenza artificiale (IA). Il Dow Jones ha perso lo 0,29%, l'indice Nasdaq - a forte connotazione tecnologica - è arretrato dello 0,56% e l'indice più ampio S&P 500 ha ceduto lo 0,48%.
Attesa per la decisione della Federal Reserve
Non si arresta la corsa al rialzo dei rendimenti globali che ha portato il Treasury americano sulla soglia del 5% mentre prosegue la vendita di titoli obbligazionari e crescono le attese di rialzi dei tassi a fronte di un'inflazione in ascesa, in primis per il caro petrolio. Dopo la Bce che ha alzato i tassi di 25 punti base, mercoledì si riunirà la Federal Reserve. Pesa anche la decisione del Segretario al Tesoro statunitense Bessent, criticata dai mercati, di aumentare gli acquisti di obbligazioni statunitensi a lungo termine.
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Oleodotto saudita fuori servizio
Sulla situazione pesa anche l’attacco all'importante oleodotto saudita colpito la scorsa settimana e che rimarrà in gran parte fuori servizio per diverso tempo a causa delle riparazioni necessarie. L'oleodotto Est-Ovest, che attraversa il Regno, è fondamentale per la strategia dell'Arabia Saudita di spostare le esportazioni di petrolio verso il Mar Rosso, evitando così lo Stretto di Hormuz (nel Golfo Persico), dove gli attacchi iraniani hanno ostacolato il traffico marittimo.
Cosa è successo all’oleodotto saudita
L'infrastruttura, lunga 1.200 chilometri, ha una capacità di trasporto fino a 7 milioni di barili di petrolio al giorno. Il 10 settembre l'oleodotto è stato chiuso in seguito a un attacco che l'Arabia Saudita ha attribuito a droni appartenenti a milizie irachene sostenute dall'Iran. I funzionari, informati sulla vicenda, hanno dichiarato che la riparazione dei danni potrebbe richiedere dalle tre alle cinque settimane. Uno di loro ha aggiunto che la linea potrebbe funzionare parzialmente mentre le squadre eseguono i lavori di riparazione.
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Cosa comporta la chiusura dell’oleodotto
La chiusura dell’oleodotto saudita potrebbe mettere a rischio fino al 4% dell’offerta petrolifera mondiale. Parallelamente, i crescenti rischi legati alle attività degli Houthi nell’area dello Stretto di Bab el-Mandeb hanno sollevato preoccupazioni riguardo a un’altra importante via di transito.
Le quotazioni di petrolio e gas in Europa
La corsa del petrolio e del gas prosegue con il Brent che ha sfiorato i 110 dollari, per poi attestarsi sui 105,7 dollari segnando un aumento di circa l'1%. Sale anche il Wti a 101,5 dollari (+1,5%). Ad Amsterdam le quotazioni del gas sono in crescita del 5,1% a 83,58 euro al megawattora. I timori di una nuova fiammata dell'inflazione tengono in tensione anche i titoli di Stato. Poco mosso il prezzo dell'oro.
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