Pensione, tagliata la rivalutazione di alcuni assegni: cosa cambia

Nel disegno delle Legge di Bilancio c'è la rivalutazione al 100% delle pensioni solo fino a quattro volte il minimo, mentre vengono tagliati gli assegni previdenziali medio-alti, rivedendo il meccanismo di adeguamento delle pensioni all’inflazione. Dal 1° gennaio 2027 aumenterebbero quindi solo i cedolini più bassi. La rivalutazione è il meccanismo che permette di adeguare gli assegni all'aumento dei prezzi, con l'obiettivo di proteggere il potere d'acquisto dei pensionati. Per il 2027, il calcolo si basa sull'inflazione registrata nel 2026 rispetto al 2025.
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Quello che devi sapere
In Manovra si taglia la rivalutazione degli assegni pensionistici
Il meccanismo automatico della rivalutazione degli assegni della pensione è molto costoso per la previdenza, e prevede annualmente un aumento degli importi per recuperare l'inflazione. Per evitare eccessive uscite, la Manovra per fare cassa rivede questo meccanismo passando dal sistema per scaglioni a quello per fasce. Questo metodo, però, rischia di penalizzare alcuni pensionati che si ritroverebbero ad avere cifre più basse nel 2027.
Per approfondire: Manovra 2027, stretta su rivalutazione pensioni e cedolare solo su nuovi contratti
Chi rischia di perdere soldi
Con il nuovo meccanismo, chi ha una pensione mensile lorda di 2.500-3.000 euro perderebbe circa 100 euro annui. Per gli assegni più elevati (dai seimila euro lordi in su) si arriva fino al migliaio di euro annui. La perdita cresce man mano che le pensioni salgono. Nulla perderebbe chi ha una pensione mensile fino a duemila euro lordi: con l'adeguamento al 100% dell'inflazione si avrebbero aumenti mensili di circa 45-60 euro.
Per approfondire: Calcolo rivalutazione pensione 2027, come cambiano gli importi: le simulazioni
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Le percentuali di rivalutazione nella legge di Bilancio
La Legge di Bilancio per il 2027 prevede la rivalutazione al 100% solo per gli assegni pari o inferiori a quattro volte il trattamento minimo Inps (611,85 euro), pari a 2447,4 euro. Dopodiché la rivalutazione viene progressivamente tagliata:
- per i trattamenti "pari o inferiori a cinque volte" il minimo (3.059,25 euro), la rivalutazione è dell'85%;
- la rivalutazione è del 53% per gli assegni "superiori a cinque volte" il minimo e "inferiori a sei" (fino a 3.671,1 euro);
- del 47% tra sei volte il minimo e otto volte il minimo (4.894,8 euro);
- del 37% per quelli tra otto volte il minimo e 10 volte il minimo (6.118,5 euro);
- del 32% sopra 10 volte il minimo.
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La nuova Quota 100
La Manovra 2027 introduce anche una novità sulle pensioni ossia un fondo "per il supporto in uscita dal mercato del lavoro" da 850 milioni di euro all'anno per il triennio 2027-2029. Il fondo è "destinato a finanziare interventi, da adottare - si legge nel testo - con successivo provvedimento legislativo, diretti a disciplinare misure di supporto in uscita dal mercato del lavoro, anche con riferimento a specifici soggetti in difficoltà e con eventuali misure in materia di ammortizzatori sociali”. L’idea sarebbe una nuova versione di quota 100, consentendo anche l'uscita dal lavoro a 64 anni, ma solo a patto di avere 36 anni di contributi.
Confermata l’Ape sociale
L'Ape sociale è prorogata anche nel 2027. La misura riguarda chi ha compiuto 63 anni e 6 mesi e permette ad alcune categorie di lavoratori di continuare ad accedere alla pensione anticipata. Possono usufruire dell’Ape sociale disoccupati, caregiver, persone con invalidità e lavoratori impegnati in mansioni gravose. Il finanziamento è pari a 180 milioni di euro aggiuntivi nel 2027 e 370 milioni per il 2028. Gli stanziamenti proseguiranno anche negli anni successivi, fino al 2032. Resta il divieto di cumulare l'Ape sociale con redditi da lavoro dipendente o autonomo, fatta eccezione per il lavoro autonomo occasionale entro 5.000 euro lordi annui.
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