Alberto Stasi, poche parole e la speranza che "ora cambi qualcosa"

“Ora spero cambi qualcosa”. Occhiali scuri, passo deciso, Alberto Stati arriva in ufficio a Milano. Solo poche parole nei giorni in cui la Procura di Pavia è decisa a riscrivere il caso di Garlasco. Condannato a 16 anni per la l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, Stasi ne ha trascorsi 10 in cella. Da giugno sta finendo di scontare la pena con l'affidamento in prova ai servizi sociali. “Io ho detto tutto quello che sapevo, che poteva essere utile a loro per scoprire chi è stato”. Parlava così nel 2007 ai cronisti quando i sospetti si concentravano su di lui e in tanti lo definivano “il biondino con gli occhi di ghiaccio”. In tribunale assolto per due volte, poi ritenuto colpevole, Alberto Stasi si è sempre dichiarato innocente. Oggi ha 43 anni e il suo sguardo è rivolto a una possibile revisione della condanna. “Stiamo leggendo i nuovissimi atti di indagine - dice Giada Bocellari, suo legale - che sono stati depositati dalla Procura della Repubblica di Pavia. Quindi i prossimi step sono quelli di leggere e analizzare attentamente questi elementi di prova nuovi e integrare ovviamente poi la revisione”.
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