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Wednesday, November 4, 2026

A Bologna i primi trapianti di rene al mondo con nuovo farmaco anti-rigetto

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BOLOGNA - Per la prima volta al mondo, all'Irccs Policlinico di Sant'Orsola di Bologna due pazienti con possibilità quasi nulle di ricevere un organo compatibile sono stati sottoposti con successo a un trapianto di rene, grazie all'uso sperimentale di un farmaco innovativo. Si tratta del Cizutamig, un anticorpo bispecifico sviluppato dalla start-up statunitense Candid Therapeutics e somministrato per uso compassionevole dal Centro trapianti di rene del Policlinico, diretto dal professor Gaetano La Manna. La sua funzione è di evitare il rigetto dell'organo e il risultato potrebbe aprire a "nuove prospettive" per una "delle categorie più complesse della trapiantologia moderna" che interessa circa il 30% dei pazienti in attesa di trapianto.

    I risultati sono stati presentati in Regione con il presidente Michele de Pascale, l'assessore alla sanità Massimo Fabi, la dg del Policlinico Sant'Orsola Chiara Gibertoni e i due pazienti sottoposti al trapianto.
    "Noi abbiamo il paziente numero uno al mondo, il numero due è stato fatto a Barcellona e abbiamo anche il numero tre" spiega La Manna, riferendosi ai due pazienti: si tratta di un uomo di 54 anni di Ravenna e una donna di 51 anni del bolognese, entrambi in lista d'attesa da 13 anni. A mesi dall'intervento, entrambi presentano un'ottima funzione dell'organo.
    "I pazienti che sono stati testati, per ogni donatore a livello nazionale, sono sempre risultati incompatibili per 13 anni: siamo riusciti con questo farmaco a rimuovere le cellule che producono gli anticorpi che fanno il rigetto. È una nuova opportunità: gli iperimmuni potrebbero essere a livello nazionale il 10% della popolazione complessiva, mentre quelli in attesa per il trapianto sono 6100 circa", specifica.
    Alla domanda se questa tecnica possa essere estesa anche a altri tipi di trapianto, il professore si dice ottimista: "pazienti analoghi in trapianti di cuore potrebbero avere delle opportunità, perché il cuore segue sempre un po' il rene".   

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