Torna 'Street for kids', la colorata protesta per le strade scolastiche sicure
Con 120 azioni in 15 città italiane torna a farsi sentire la colorata protesta di 'Street for kids', la mobilitazione europea coordinata dalla coalizione Clean Cities, che chiede la creazione di strade scolastiche, la riduzione del limite di velocità e la messa in sicurezza delle aree vicine agli istituti.
Da Torino a Napoli, da Milano a Roma, passando per Verona, Modena, Firenze e Cagliari – centinaia di bambine, bambini, genitori e insegnanti scendono in strada con pedalate bike-to-school, pedibus, giochi di strada, striscioni e flash mob creativi.
"Con questa azione - dichiara Anna Becchi, coordinatrice della campagna Streets for Kids - vogliamo far sentire ancora più forte la nostra voce per chiedere che le strade delle scuole diventino oasi di sicurezza". "In questi giorni - sottolinea - dopo i drammatici episodi di Torino, Firenze e Bolzano in cui hanno perso la vita bambine e bambini, sentiamo un bisogno condiviso e urgente di restituire loro uno spazio pubblico sicuro. Non possiamo accettare una riforma del Codice della Strada che continua a tutelare il dominio dell'auto chiedendo ai pedoni di 'fare attenzione', invece di rendere le nostre strade spazi sicuri e a misura di persona. Con l’azione 'Tutta nostra la città' vogliamo portare in piazza la loro energia e la loro determinazione per chiedere velocità ridotta, zone 30 e strade scolastiche fisse".
In Italia, secondo i dati dell'Osservatorio Asaps e i report Istat-Aci sulle collisioni stradali, decine di bambini perdono la vita ogni anno sulle strade (34 vittime sotto i 14 anni registrate nel report annuale Asaps). Inoltre, secondo le analisi Aci-Istat, nei grandi centri urbani come Roma mediamente una scuola su due registra almeno un incidente con studenti feriti nelle immediate vicinanze nel corso dell'anno.
Le stime dell'Etsc (European Transport Safety Council) evidenziano che oltre 600 bambini fino a 14 anni perdono la vita ogni anno in collisioni stradali nei Paesi Ue, e più di 18 rimangono gravemente feriti ogni singolo giorno.
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