I nuovi bandi della Serie A: così EiTowers rischia di perdere il Var di Lissone. Ora Mediaset cambierà strategia sulla Coppa Italia?
Domani i diritti tv del campionato. Oggi, subito, quelli della Coppa Italia e i contratti del centro di Lissone. Sono mesi, anzi giorni già cruciali per la Serie A, che deve scegliere i fornitori a cui affidarsi in futuro. E fra questi, in bilico c’è anche EiTowers, storico partner che negli ultimi anni ha ospitato nei suoi spazi il Var, fornendo servizi cruciali per la produzione delle immagini del pallone, che però la Lega Calcio ha deciso di spacchettare e rimettere sul mercato.
Avevamo raccontato prima dell’estate il piano della Serie A di razionalizzare i suoi fornitori, coerente del resto con l’idea di poter lasciare un giorno Lissone per acquistare una nuova sede a Milano, nel bel mezzo della possibile fusione, poi saltata, di EiTowers con RaiWay. Il primo step è stato la messa a gara del “servizio di contribuzione di contenuti video, audio e dati relativi al Campionato di Serie A” (l’operazione di prendere il segnale negli stadi e portarlo nel centro Var) e la “fornitura in opera di apparati e sistemi finalizzati alla realizzazione di una Master Control Room”, una tantum dal valore di 8,5 milioni di euro.
Al Fatto Quotidiano risulta che per il primo cluster siano arrivate 4 offerte, per il secondo addirittura 10. In entrambi, quella di EiTowers non sarebbe la migliore. Il rischio di perderli è concreto, con la beffa ulteriore se uno venisse aggiudicato proprio alla mancata sposa RaiWay. Mentre per l’altro pare in vantaggio NVP, azienda del settore che è già partner della Serie A (e anche della Liga spagnola) nelle produzione di alcuni campi, e che però non garantisce certo la stessa solidità di un colosso come EiTowers: nell’ultimo bilancio, con oltre 60 milioni di debiti, si scopre anche che la società “è stata oggetto di un accesso congiunto da parte della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate avente ad oggetto, tra l’altro, la fruizione di alcuni crediti d’imposta” su cui “le Autorità fiscali hanno formulato rilievi preliminari in merito alla spettanza e alle modalità di utilizzo”. Ma questo non sembra impensierire troppo la Lega.
Semmai, potrebbe farlo la ripercussione su un altro dossier, che sta più a cuore a patron e tifosi. Si parla tanto del prossimo bando dei diritti tv del campionato, coperto fino al 2029 da Dazn. Molto prima, già nel 2027, scadono quelli della Coppa Italia, per cui Mediaset nell’ultimo trienno ha garantito ben 60 milioni a stagione, cifra importante per i top club (che sono quelli che arrivano in fondo al trofeo e se li spartiscono in gran parte). Il gruppo è lo stesso a cui appartiene EiTowers e non si può escludere una ripercussione, per non parlare proprio di ritorsione, visto quanto sta accadendo a Lissone: l’accordo con la Serie A era importante sia in termini reputazionali che proprio numerici per la società; tra spazi e servizi, cubava una quindicina di milioni l’anno.
Tanto che in Lega si sarebbe mosso anche Lotito (su input di Forza Italia) nel tentativo fin qui fallito di intercedere. In caso di rottura, l’atteggiamento di Mediaset sul prossimo bando sarà tutto da decifrare. Ma in Lega non vogliono farsi trovare impreparati, e infatti proprio per garantirsi un’alternativa credibile sarebbero stati avviati già dei contatti con un partner americano, per mandare anche la Coppa Italia in pay (c’è l’obbligo del chiaro solo per la finale: saranno felici i tifosi).
La partita si gioca su più fronti dunque, ed è ancora aperta. EiTowers sta provando a rinegoziare, rilanciando per mantenere il contratto complessivo, pronta persino a regalare l’affitto pur di non perdere tutto. Con un’offerta particolarmente al ribasso, la Serie A a quel punto potrebbe anche convincersi a rimangiarsi il bando e lasciare il mondo come sta, perché la comodità di non dover cambiare fornitori e attrezzature ha il suo prezzo. In attesa dei diritti tv del campionato, su cui davvero si giocherà il futuro del calcio italiano.
KioskNews shows a cleaned-up reading view extracted from the publisher’s page — the original always lives on their site, not ours.