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Tuesday, September 22, 2026

BJK Cup: Qinwen, esordienti e Peng, ombre cinesi sulla strada dell'Italia

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A Shenzhen il tennis italiano torna a caccia del tris, contro la Cina padrona di casa. Ma nel Paese che in questi giorni ospita le Finals della Billie Jean King Cup, lo sport porta con sé anche una storia ancora irrisolta: quella di Peng Shuai, la ex numero 1 del mondo in doppio che nel novembre 2021 accusò pubblicamente l'ex vicepremier cinese Zhang Gaoli di averla costretta a un rapporto sessuale, prima che il suo messaggio venisse cancellato e la giocatrice sparisse per settimane dalla scena pubblica.
    Cinque anni dopo, le azzurre tornano in Cina, Paese che assiste ad un'esplosione di talenti giovanissimi nello sport e non solo: dalla 13enne Yu Zidi, che nei 200 misti ai Giochi d'Asia ha sfiorato il primato mondiale, a Lian Yunzhi, sei anni, che ha risolto un cubo di Rubik 3x3 in poco più di quattro secondi. Nella vicenda che aveva provocato una crisi senza precedenti tra la Wta e Pechino rimangono ancora molti interrogativi. Sul campo, invece, c'è un quarto di finale che l'Italia affronta da campione in carica e con l'obiettivo di conquistare per la prima volta nella sua storia tre titoli consecutivi.
    La sfida è in programma giovedì, non prima delle 17 locali (le 11 in Italia), alla Shenzhen Bay Sports Centre Arena. È lo stesso incrocio dello scorso anno, quando l'Italia superò le rivali 2-0 nei quarti prima di conquistare per il secondo anno consecutivo il trofeo. Il bilancio degli scontri diretti è di tre vittorie italiane su tre, senza punti concessi alle cinesi.
    Tathiana Garbin ha confermato lo stesso gruppo che un anno fa trionfò a Shenzhen: Jasmine Paolini, Elisabetta Cocciaretto, Lucia Bronzetti, Sara Errani e Tyra Grant. Dall'altra parte ci sarà soprattutto Zheng Qinwen, campionessa olimpica a Parigi 2024, tornata in nazionale per la fase finale. Con lei Wang Xiyu, Zhang Shuai, Guo Hanyu e Jiang Xinyu. La capitana è Zheng Jie, ex numero 15 del mondo, figura storica del tennis cinese.
    E qui che si innesta la vicenda di Peng Shuai. Prima del caso che la portò alla ribalta in tutto il mondo, Peng era stata una delle più importanti giocatrici della squadra del Dragone: numero 1 mondiale in doppio nel 2014, prima tennista cinese a raggiungere la vetta della classifica Wta, con i titoli di Wimbledon 2013 e Roland Garros 2014 in doppio. Il 2 novembre 2021 pubblicò su Weibo, social cinese, un lungo messaggio nel quale raccontava la relazione con Zhang Gaoli, già membro del Comitato permanente del Politburo, sostenendo che l'ex dirigente l'avesse costretta ad avere un rapporto sessuale. Nel suo racconto, Peng descriveva però anche una successiva relazione consensuale e intermittente con Zhang. Il post rimase online per pochi minuti. Poi venne cancellato, così come i commenti.
    Da quel momento Peng non apparve più in pubblico per diverse settimane. La sua sorte divenne una questione internazionale e la Wta, nel dicembre 2021, decise di sospendere tutti i tornei in Cina e a Hong Kong. Seguirono le prime apparizioni. Peng fu vista alle Olimpiadi invernali di Pechino del febbraio 2022 e concesse un'intervista al quotidiano francese L'Équipe. In quell'occasione negò di aver accusato qualcuno di violenza sessuale e definì la vicenda un malinteso. La Wta, tuttavia, disse che quelle dichiarazioni non avevano eliminato le sue preoccupazioni.
    Da allora, però, Peng è tornata ai margini della scena pubblica. Nel 2023 L'Équipe osservava che, a un anno dalla sua intervista, non era più apparsa pubblicamente e che la Wta non era riuscita a incontrarla direttamente. Anche oggi i dati ufficiali del circuito la indicano come inattiva: non disputa incontri dal 2022 e non ha più avuto una carriera agonistica. La Wta nel frattempo è tornata in Cina, dopo avere sospeso i tornei per quasi due anni, e il circuito ha ripreso a frequentare il Paese. Ma il ritorno dell'organizzazione non ha prodotto una risposta definitiva alle domande su Peng. 
   

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