Piazza Affari chiude in calo del 2,51% e scende sotto i 50mila punti

Una nuova impennata dei rendimenti dei titoli di Stato sulle due sponde dell'Atlantico ha fatto scendere le borse, soprattutto in Europa, dove hanno sofferto il settore bancario e tecnologico. Milano è stata la maglia nera, -2,51%, con l'indice Ftse Mib scivolato di poco sotto i 50mila punti, ai minimi da giugno. Più limitate, di circa mezzo punto percentuale, le discese a Wall Street dopo il record di ieri di S&P 500 e Nasdaq.
La debolezza dei titoli di Stato, il cui prezzo scende, facendo salire il rendimento, è però continuata negli Stati Uniti, dove si intensificano le preoccupazioni per l'inflazione persistente, per l'alta spesa pubblica e per la crescita dell'indebitamento dei colossi tecnologici per finanziare lo sviluppo dell'intelligenza artificiale. Non ha aiutato il petrolio, rimasto anche oggi sopra i 100 dollari al barile. I bond americani a 10 e 30 anni hanno toccato il massimo dalla primavera del 2002, alle 18 italiane sono rispettivamente al 5,32% e al 5,69%.
Ma l'onda è arrivata anche in Europa, dopo la giornata in ripresa di ieri. Il titolo di Stato decennale della Francia, epicentro delle tensioni in Europa, ha visto il rendimento salire di 9 punti base, al 4,87%, e lo spread con il Bund arrivare a 139 punti base.
E sale di 7 punti quello del Btp italiano, con lo spread a quota 115 e rendimento al 4,63%.
A Piazza Affari i cali maggiori sono stati per Technoprobe (-5,97%) e Prysmian (-4,68%), del comparto tecnologico. Male anche e soprattutto i bancari, con discese di oltre il 4% per Unicredit e Intesa Sanpaolo.
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