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Thursday, September 10, 2026

L'attentato dell'11 settembre fotografato dallo spazio dall'astronauta Frank Culbertson, 25 anni fa

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A 25 anni di distanza, torna al centro dell’attenzione una delle testimonianze più insolite dell’attentato dell’11 settembre. L’immagine del fumo che si alzava su New York mentre crollava la seconda torre fu scattata dallo spazio dall’astronauta della NASA e comandante della Stazione Spaziale Internazionale Frank Culbertson. Secondo il National September 11 Memorial & Museum, in quell’attacco persero la vita 2.977 persone. La foto, ora riproposta dal sito Live Science, mostra l’imponente colonna di fumo che si allontanava da Manhattan.

Gli scatti dallo spazio di 25 anni fa dell'attentato dell'11 settembre 2001 visto dallo spazio

Gli scatti dallo spazio di 25 anni fa dell'attentato dell'11 settembre 2001 visto dallo spazio (Web, ANSA/ Nasa/Frank Culbertson)

Culbertson sorvolò la città poco dopo essere stato informato di quanto stava accadendo e scattò le immagini da un’altitudine di circa 400 chilometri. Alla base della nube si nota quella che lui stesso definì una «strana espansione», segno che lo scatto fu realizzato «nel momento del crollo della seconda torre, o subito dopo».

«È orribile vedere il fumo fuoriuscire dalle ferite del proprio Paese da un punto di osservazione così straordinario», scrisse il 13 settembre 2001. «La dicotomia tra il trovarsi su una navetta spaziale dedicata a migliorare la vita sulla Terra e l’assistere alla distruzione della vita stessa a causa di atti così deliberati e terribili è uno shock per la psiche».

La colonna di fumo che si alza da New York nelle immagini del satellite Lansat 7

La colonna di fumo che si alza da New York nelle immagini del satellite Lansat 7 (ANSA/USGS-LAND 7 TEAM-EROS DATA CENTER)

Nel 2017 l’astronauta rivelò un altro dettaglio colto dall’equipaggio all’indomani degli attacchi: nel giro di due orbite tutte le scie di condensazione che normalmente solcavano gli Stati Uniti erano scomparse, perché ogni aereo era stato bloccato a terra. Ne restava una sola, diretta verso est attraverso il Midwest: era l’Air Force One che riportava a Washington il presidente George Walker Bush. Una visione, commentò Culbertson, che «invitava a una profonda riflessione».

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