Incidenti in autostrada, la curiosità crea code e aumenta il rischio tamponamenti
Negli Stati Uniti lo chiamano “collo di gomma”, l’abitudine di allungare il collo e rallentare per sbirciare un incidente. In Italia la coda per curiosi rappresenta un vizio che durante gli esodi estivi fa lievitare le colonne di auto in fila e aumenta i rischi per chi guida.
Paradossalmente, poi, il blocco si crea soprattutto nella direzione opposta a quella del sinistro. Chi viaggia in senso contrario non ha ostacoli, ma rallenta comunque per guardare lamiere piegate, feriti, lampeggianti e forze dell’ordine. Bastano pochissimi guidatori che scalano anche solo di 30 km/h per congelare il traffico chilometri più indietro. Il pericolo reale sono i possibili tamponamenti a catena che possono innescarsi, oltre ai ritardi che si possono provocare ai mezzi di soccorso.
Dietro questa frenata collettiva c’è un po’ di voyeurismo, la vista ipnotica dei lampeggianti e un forte effetto emulazione: se rallenta chi sta davanti, rallenta anche chi segue e non solo per mantenere le distanze di sicurezza. A peggiorare le cose ci si mettono i passeggeri, che spesso chiedono di ridurre la velocità per fare un video (macabro) con lo smartphone, da pubblicare sui social.
In Italia non ci sono dati ufficiali dedicati, perché le forze dell’ordine registrano questi episodi sotto la voce generica “distrazione“. All’estero, però, i numeri parlano chiaro: negli Stati Uniti un incidente aumenta fino a quattro volte il rischio di un secondo impatto. Nel Regno Unito la gran parte degli automobilisti ammette di rallentare per curiosare, mentre in Germania si è calcolato che questi rallentamenti tagliano il flusso dell’autostrada fino al 50%.
L’unica soluzione per non cascarci è restare concentrati sulla propria corsia tenendo un’andatura costante: se davanti si crea un tappo, meglio azionare subito le quattro frecce e aumentare la distanza di sicurezza.
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