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Saturday, October 17, 2026

Marco Masini: "Oggi Vaffanculo sarebbe benzina sul fuoco. Serve una canzone che rallenti il mondo"

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In una recente intervista ha osservato che molti dei problemi raccontati nelle sue canzoni riguardano ancora i giovani di oggi. C'è una canzone del suo repertorio che avrebbe sperato non fosse più attuale?
Beh, tutti. Io ho cercato di sensibilizzare la mia generazione su mille problemi sociali che oggi esistono, dalla violenza sulle donne fino alla tossicodipendenza. Ho sperato che magari nel 2026 tutto potesse essere ridimensionato, invece purtroppo mi sono accorto che c'è una sensibilizzazione diversa grazie alla comunicazione. Oggi la violenza sulle donne si combatte diversamente, si combatte con delle iniziative, si combatte con dei messaggi social, quindi si arriva immediatamente più a sensibilizzare. Però i problemi ci sono ancora, non li abbiamo eliminati. Lo stesso vale per la tossicodipendenza, lo stesso vale per l'abuso di potere, lo stesso vale per la violenza in sé stessa, lo stesso vale per l'inganno, per il bullismo, per la discriminazione. Io ho cantato queste cose negli anni '90, quando una generazione si stava perdendo nell'infinito oceano della moria della politica, della coerenza, dell'ideologia.

Secondo lei i cosiddetti giovani di oggi hanno ancora la possibilità di ribellarsi e cambiare le cose, oppure stanno imparando a convivere con un mondo che sembra crollare?
La cosa diversa è che prima i giovani avevano più fiducia nella politica, c'era anche una stabilità, un equilibrio che i grandi politici di un tempo erano riusciti a creare. I grandi uomini di entrambe le parti, non c'è schieramento, non c'è nessun tipo di allusione, c'è solamente la politica in generale, è fatta dalla destra, dalla sinistra e dal centro. In passato grandi uomini come De Gasperi, come Berlinguer, come Moro, come Andreotti, come Almirante, facevano la Politica. Avevano il mestiere veramente innato e sapevano farsi ascoltare. Oggi è molto più difficile, poi dopo Tangentopoli è diventato un disastro, di conseguenza il giovane ha meno armi a disposizione, cioè non ha più quella fiducia nell'uomo, nel politico e nell'ideologia. Di conseguenza quando si combatte da soli è più difficile. C'è anche la comunicazione che è cambiata. Il social permette di non aggregarsi più soltanto nelle piazze ma di aggregarsi all'interno di una sorta di chat globale dove comunque ci si organizza e si fa quell'unione che fa la forza per ribellarsi. Però che questo porti a un cambiamento non lo so. Credo che come tutte le generazioni siamo state convinte in passato di poter cambiare il mondo, forse lo è anche la nuova generazione, ma non è detto che ci riesca.

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