Per la quarta volta l’Europa chiede un trattato contro i fossili. Ma politici e media tacciono ancora
Se mi avessero dato un euro per ogni volta che un politico politicante italiano, con media da riporto ovviamente a fare da compiacente megafono, ha usato l’espressione “ce lo chiede l’Europa” per far passare qualche schifezza invisa alla larga maggioranza dei cittadini italiani ma gradita a lorsignori, potrei fare i tuffi e nuotare nelle monete d’oro come Zio Paperone nel suo deposito.
Guarda caso, invece, quando quello che ci chiede l’Europa rischia di disturbare il manovratore, se ne stanno tutti zitti. I politici politicanti e i media da riporto. Così va il mondo, dicono quelli di dura cervice ma di ineguagliato acume (a detta loro, ovviamente) o anche quelli – stessa razza, stessa faccia – che sotto sotto rimangono fan del Marchese del Grillo (quello di “io so io e voi non siete un biiip”).
E allora uso almeno questo spazio ancora una volta per dare conto di una notizia che in un Paese non dico serio ma appena appena decente, in epoca di crisi climatica conclamata da mo’ e che anche quest’estate col caldo killer ha provocato morti a decine di migliaia (ribadiamolo a beneficio soprattutto dei marchesedelgrill-iani: morti-a-decine-di-migliaia) nella tanto avanzata Europa patria dei diritti faro della civiltà giardino fiorito in un mondo-giungla (sic!) e via discorrendo, avrebbe dovuto essere sparata a manetta h24 dai giornaloni e media mainstream di lorsignori (gli stessi che hanno messo il silenziatore al genocidio che prosegue a Gaza, per capirsi) per farla penetrare financo nei sanpietrini. Perché riguarda quella che – non mi stancherò di ripeterlo a sfinimento – è di gran lunga la prima e principale causa della crisi climatica: l’utilizzo dei combustibili fossili, carbone, petrolio e gas fossile (e anche basta con ‘sta storia del gas combustibile di transizione).
A esser precisi la notizia riguarda quello che si è affermato negli anni come uno degli strumenti potenzialmente più efficaci per combattere in modo serio, duraturo, coordinato, globale la crisi climatica da tempo scoppiataci in faccia. Vale a dire l’iniziativa per un Trattato internazionale di Non-Proliferazione dei combustibili, il Fossil fuel Treaty, che prosegue il suo cammino mietendo consensi e cogliendo risultati. E senza ombra di dubbio sarà uno dei topics che terranno banco anche alla prossima Cop31 in programma ad Antalya, in Turchia, dal 9-20 novembre. Ma anche much beyond la Cop31. Perché a luglio 2027 a Tuvalu, nel Pacifico (con pre-conferenza in Irlanda, Paese co-organizzatore), si terrà la seconda Transition Away from Fossil Fuels conference (TAFF per gli amici) dopo quella inaugurale che si è tenuta ad aprile a Santa Marta, in Colombia (coi Paesi Bassi co-organizzatori), con una sessantina di Paesi presenti, appuntamenti di cui il Fossil fuel Treaty è stato uno dei principali promotori.
La notizia è questa, che in vista della Cop in Turchia il Parlamento Europeo – che anche lui per fortuna ne azzecca una ogni tanto, come l’orologio rotto che almeno due volte al giorno segna l’ora giusta – ha votato una risoluzione in cui chiede che sia adottato un trattato di non-proliferazione dei combustibili fossili. Al quale, per inciso, danno il loro supporto circa un migliaio di parlamentari in giro per il mondo, oltre all’Organizzazione Mondiale della Sanità e di fatto al Vaticano con il mai abbastanza apprezzato Movimento Laudato Si’.
Per i marchesedelgrill-iani, il testo della risoluzione si può leggere qui. Agevolo il passaggio, al punto 21 (Google-translated): “[il Parlamento Ue] invita (..) a elaborare un trattato di non proliferazione dei combustibili fossili e piani con scadenze precise per eliminare gradualmente i sussidi ai combustibili fossili e la loro produzione il più rapidamente possibile, e incoraggia l’Ue ad assumere un ruolo guida nei negoziati per un tale trattato”. Crystal clear, inequivocabile.
Ah, la risoluzione cita anche la conferenza TAFF, giusto per rispondere a quelli che ma chi se la fila la conferenza di Santa Marta. Agevolo anche qui il passaggio, al punto 20: “[il Parlamento Ue] accoglie con favore l’esito della prima conferenza TAFF, tenutasi a Santa Marta, in Colombia, nell’aprile 2026, come un passo importante nella diplomazia climatica”.
È la quarta volta che il Parlamento Ue compie un passo del genere. La quarta volta che “ce lo chiede l’Europa” di adottare un trattato di non-proliferazione delle fossili. La quarta volta. La quarta. Un, due, tre, quattro.
Politici politicanti, media da riporto (e mettiamoci pure per via trasversa i marchesedelgrill-iani, melius abundare quam deficere): avete le orecchie aperte? Avete tolto le fette di salame sugli occhi? Cos’è che non è chiaro? O siete troppo presi a compiacere il lobbista fossile che bussa praticamente ogni giorno alla vostra porta, o a non fare uno sgarbo all’inserzionista pubblicitario fossile che vi foraggia lautamente (per non dire che vi tiene in piedi, dato che senza dovreste chiudere con ogni probabilità baracca e burattini)? Prima o poi qualcuno vi chiederà conto delle vostre responsabilità per quelle decine di migliaia di morti. E per quelli che inevitabilmente purtroppo verranno. Justice is coming, no doubt.
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