Serbia, dalle proteste alla vittoria elettorale: chi sono "Gli studenti"

Non sono soltanto studenti scesi in piazza, ma un movimento trasversale che ha trasformato l’indignazione per una tragedia in una vittoria politica che ha messo fine a 14 anni di dominio politico di Aleksandar Vučić.
Il movimento studentesco serbo è nato come lotta per la giustizia dopo la tragedia avvenuta il 1° novembre 2024 nella stazione ferroviaria di Novi Sad, nel nord del Paese, dove il crollo di una pensilina causò la morte di 16 persone.
I giovani hanno attribuito le morti alla corruzione dilagante e la loro richiesta di verità ha trovato ampio sostegno. Così le proteste si sono diffuse e, a distanza di due anni, gli studenti sono diventati una forza politica ben organizzata, resistente alle repressioni del governo e molto popolare fra i 6,4 milioni di elettori serbi.
La determinazione degli studenti affonda le radici nel fatto che "la loro generazione è cresciuta in una società profondamente ingiusta", spiega Aleksandar Baucal, professore di psicologia, uno dei primi sostenitori degli studenti, che ora fa parte della loro lista elettorale. "Questo li ha resi degli avversari che non possono arrendersi".
Il loro segreto, dicono gli studenti, sta nei metodi democratici del movimento e nella solidarietà, che sono l’esatto opposto del dominio populista di Vučić. Il movimento non ha un leader o dei leader, né tantomeno un portavoce. Affermano di essere tutti uguali, indipendentemente dalla regione della Serbia da cui provengono o dalla facoltà in cui studiano. Tutte le decisioni e i piani importanti vengono discussi e votati in una miriade di cosiddetti plenum, ovvero assemblee di facoltà, in tutto il Paese.
Gli studenti hanno scelto la loro lista elettorale, la "Lista degli Studenti", attraverso proposte e un processo di selezione svoltosi in tutte le università del Paese. Tra i 250 candidati presentati lo scorso settembre, in cui non è indicato il nome del candidato premier, figurano alcuni volti noti, insieme a docenti, professori, esperti, atleti, agricoltori e artisti poco conosciuti.
Il programma si articola in 11 punti e punta soprattutto a combattere la corruzione, rafforzare l’indipendenza della magistratura e recuperare i patrimoni ottenuti illegalmente. Gli studenti propongono inoltre di intervenire nei confronti dei funzionari responsabili di abusi, liberare il servizio pubblico radiotelevisivo dal controllo politico e porre fine alle nomine nelle aziende pubbliche basate sulla fedeltà ai partiti.
Accanto alle riforme istituzionali, il piano prevede misure sociali ed economiche, tra cui libri scolastici gratuiti e farmaci meno costosi.
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