Specialty coffee, alla scoperta del caffè gourmet
ANSA - di Alessandra Magliaro. C'è un trend da raccontare arrivato in Italia da pochi anni ma molto in crescita: quello degli specialty coffee, una nicchia di elite nell'ampio mondo del caffè e che al di là di tutto ci impone una riflessione sulla qualità di quello che beviamo e può essere di ispirazione anche per gustare meglio il nostro caffè anche se non è 'specialty'.Tra espresso e specialty coffee è un po' una 'lotta di classe', come quella tra vino commerciale e vino da enoteca e la narrazione anche è molto simile. Il caffè specialty proviene da una filiera controllata sin dall'origine, con selezione di varietà e chicchi di massima qualità, di piccole produzioni di farms, viaggia insomma su binari che non hanno a che fare con la produzione industriale e proprio come per la degustazione del vino anche lo specialty ha una narrativa di profumi, sentori, note di gusto mentre nell'espresso comune che beviamo al bar di sfuggita è tutto un gusto massificato. Di conseguenza anche il prezzo è diverso da due euro a tazzina ai 15 di un pregiatissimo specialty indonesiano o brasiliano. Il fenomeno, un elite di pura varietà arabica, attualmente occupa un 5% di tutto il mondo del caffè ma dall'Australia e Nuova Zelanda che sono la patria del trend è arrivato in tutto il mondo e in Europa principalmente nel nord tra Danimarca, Olanda , Svezia, luoghi dove a differenza dell'Italia non c'è il sacro rito dell'espresso ma una maggiore apertura sul tema.Con uno storico esperto del settore specialty Massimo Carpineti, barista al Barnum di Roma, ecco una viaggio per sapere di più di questo affascinante mondo.
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