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Thursday, October 15, 2026

Hyundai, Martinet: “Il futuro è da inventare, noi abbiamo la forza per farlo”

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Hyundai, Martinet: “Il futuro è da inventare, noi abbiamo la forza per farlo”

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“Sono fiero del nostro stand qui a Parigi perché è pieno di contenuti che non abbiamo mai portato in Europa”: così Xavier Martinet, CEO di Hyundai Motor Europe, sulla presenza del costruttore coreano al 91° Salone dell’Auto di Parigi. Una presenza che racconta le ambizioni attraverso una gamma pensata per le diverse esigenze del mercato europeo: dalla Ioniq 3 alla Tucson, l’auto più venduta ai privati nel segmento C, proposta anche nella versione N più sportiva, fino alla nuova Bayon e alla Staria Cargo, il primo veicolo commerciale elettrico del marchio, con 450 km di autonomia. Modelli e alimentazioni differenti, in un mercato dove l’elettrificazione procede a velocità diverse.

A rendere possibile questa strategia è soprattutto la dimensione industriale: “Lavorare in un gruppo globale, con più di 7 milioni di auto vendute, significa avere la capacità di investire su tutte le tecnologie”, spiega Martinet. Ma c’è anche un altro elemento: “Il Gruppo Hyundai è molto più ampio di quello che le persone pensano. Ci sono 70 aziende, facciamo anche il nostro acciaio, controlliamo la value chain e per questo siamo molto più forti di altri. Quando c’è integrazione verticale è più facile evitare problemi e controllare meglio la situazione in caso di crisi”.

Una forza che Hyundai vuole mettere al servizio di tecnologie che vanno ben oltre l’auto. A Parigi è esposta la Ioniq 5 predisposta per la guida autonoma ed equipaggiata con il Waymo Driver, i cui primi esemplari saranno consegnati a Waymo negli Stati Uniti nel corso dell’anno. “Mostrare la guida autonoma con Waymo dimostra che stiamo investendo sul futuro. L’esoscheletro è già una realtà, come anche i robot. Il futuro è da inventare e quando hai le soluzioni in house è più facile capire quello che puoi fare”.

Non sono, dunque, soltanto esercizi di tecnologia. X-ble Shoulder, l’esoscheletro a cui si riferisce Martinet sviluppato dal Robotics Lab di Hyundai, viene già utilizzato nelle fabbriche per ridurre lo sforzo muscolare degli operatori, mentre Spot, il robot quadrupede di Boston Dynamics, è impiegato per ispezioni industriali e manutenzione predittiva.

Anche l’intelligenza artificiale sta entrando nei processi di progettazione: come ci racconta Eduardo Ramirez, Chief Designer di Hyundai Design Europe, permette di velocizzare il lavoro senza sostituire creatività e intuizione umana. E per Christopher McKinnon, Head of Product and Director di Hyundai Motor Europe, la competitività si giocherà sempre più sull’esperienza d’uso, sulla personalizzazione delle app e sulle innovazioni tecnologiche, non soltanto sul prezzo.

Un cambiamento che Martinet considera già evidente nel rapporto con i clienti, anche di fronte alla crescente concorrenza cinese. “Oggi siamo più forti di 15 anni fa, quando le nostre armi erano il prezzo e la garanzia. Oggi i primi due motivi per i quali le persone scelgono Hyundai sono il design e la tecnologia. È cambiata l’equazione e bisogna capire qual è il gap di prezzo accettabile per i clienti, che però valutano anche altri elementi importanti come il post vendita. Se il sales vende la prima macchina, l’after sales vende la seconda e per noi è fondamentale continuare ad avere questo approccio. La rete di 2.200 dealer che abbiamo in Europa è la nostra forza”.

A rafforzare il legame con il pubblico contribuiscono, poi, anche le partnership internazionali. Tra queste, quella con la UEFA Champions League, che proseguirà per cinque anni a partire dalla stagione 2026/2027.

La solidità industriale e l’evoluzione del marchio devono però confrontarsi con un mercato tutt’altro che semplice. Martinet non nasconde la delusione per l’andamento commerciale: “Non siamo soddisfatti dei risultati dei primi otto mesi del 2026. Sapevamo che sarebbe stato un anno di transizione con la fine della i10 e siamo riusciti solo parzialmente a compensare con le nuove vendite. L’aggressività sul mercato europeo è stata più grande di quello che ci aspettavamo e il piano prodotto non era il migliore per noi”. La risposta passa proprio dalla gamma esposta a Parigi, con l’obiettivo di tornare ai livelli del passato.

Ci sarà spazio anche per una nuova piccola Hyundai con motore termico? Martinet distingue tra i segmenti: “Ci sarà una piccola di segmento B, ma una macchina non elettrica nel segmento A è molto più complicata da realizzare. È un comparto dove i prezzi sono più bassi e la redditività non è grande. Oggi, inoltre, tante città non fanno entrare in centro macchine termiche”. La novità di segmento B arriverà nella prima parte del 2027, mentre un ritorno a una citycar tradizionale appare decisamente più difficile.

Il prossimo anno porterà anche sviluppi sul fronte dei Software Defined Vehicle, le auto progettate per essere gestite e aggiornate attraverso il software. Alla domanda su cosa cambierà concretamente, il CEO indica innanzitutto un vantaggio industriale: “Il primo vantaggio degli SDV è abbassare i costi, che però è la parte che non si vede. Noi stiamo lavorando proprio su questo, ma non posso dire di più. Nel 2027 ci sarà qualcosa da mostrarvi”.

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