Watergate, gli Usa rivalutano il caso: fu vero scandalo o accanimento giudiziario contro Nixon?

A mezzo secolo dal più clamoroso scandalo della politica americana del Novecento, a Washington si riapre a sorpresa il dibattito sulla vicenda del Watergate, la complessa indagine che portò nell'agosto del 1974 alla caduta e alle dimissioni del presidente repubblicano Richard Nixon. Ciò che per decenni è stato considerato il simbolo del giornalismo d'inchiesta e dell'equilibrio democratico viene oggi riletto da alcuni analisti sotto una luce diversa: l'ipotesi di un pesante caso di accanimento giudiziario ai danni dell'inquilino della Casa Bianca.
Per gli Stati Uniti il Watergate rappresenta un trauma collettivo indelebile, entrato stabilmente nell'immaginario popolare anche grazie a celebri opere cinematografiche come Tutti gli uomini del presidente. La vicenda scaturì nel 1972, quando alcuni uomini legati al comitato per la rielezione di Nixon vennero colti in flagrante mentre installavano microspie nella sede del comitato dei Democratici. L'episodio innescò una crisi istituzionale di proporzioni enormi. Nixon si difese pubblicamente dichiarando di non essere un imbroglione, mentre le piazze si riempivano di manifestanti per chiedere l'impeachment. Nel tentativo di bloccare gli accertamenti sull'insabbiamento affidati al procuratore speciale Archibald Cox, il presidente spinse vari esponenti del governo alle dimissioni prima di rimuovere lo stesso magistrato.
La tesi delle violazioni procedurali
A mettere in discussione la ricostruzione canonica è oggi Geoff Shepard, all'epoca collaboratore dell'amministrazione e in seguito divenuto saggista e ricercatore. Secondo Shepard, l'operato dei procuratori Cox e Leon Jaworski sarebbe stato viziato da gravi irregolarità. I pubblici ministeri avrebbero violato i diritti degli imputati, incontrando privatamente e in segreto i giudici del procedimento e sottraendo prove favorevoli alla linea difensiva. In base a questi elementi, Shepard sostiene che il Watergate si sia trasformato a tutti gli effetti in una vera e propria guerra giudiziaria contro la presidenza.
L'interesse del Dipartimento di Giustizia
Questo filone revisionista ha recentemente oltrepassato il perimetro del dibattito accademico. Come documentato dal quotidiano Wall Street Journal, Shepard è stato formalmente invitato a illustrare i risultati delle sue ricerche direttamente presso la sede del Dipartimento di Giustizia statunitense. La lettura di una magistratura politicizzata riscuote un forte gradimento nell'entourage di Donald Trump, da sempre critico verso le inchieste giudiziarie contro i leader politici. Se il profilo processuale del caso rischia dunque di essere ridiscusso sul piano tecnico, la cronologia dei fatti resta scolpita nella storia: si chiuse definitivamente il 9 agosto 1974, con il messaggio alla nazione e l'addio in diretta televisiva di Nixon.
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